Cose da fare a Parigi durante le Olimpiadi del 2024

Continua a leggere la nostra guida su alcune delle cose migliori da vedere e da fare durante le Olimpiadi di Parigi 2024.

Data di pubblicazione: 17 luglio 2024
Parigi

Parigi è il tuo parco giochi durante le Olimpiadi del 2024. Ok, forse non sei riuscito ad aggiudicarti un biglietto per le ambite partite di beach volley all'ombra della Torre Eiffel, ma ci sono ancora tantissime cose da fare a Parigi durante le Olimpiadi del 2024. Certo, al momento in cui scriviamo, sono rimasti pochissimi biglietti per gli eventi olimpici nel centro di Parigi, anche se se ne possono ancora trovare molti per le partite di calcio e altro negli stadi periferici. 

Ce ne sono molti di più per le Paralimpiadi, che si svolgono dal 28 agosto all'8 settembre e includono discipline come il rugby in carrozzina alla Champ de Mars Arena e il tiro con l'arco a Les Invalides. Dai un'occhiata a our guide to the various 2024 Olympic venues e find remaining available tickets here.

Con così tante gare che si svolgono in vista dei monumenti architettonici della città – tra cui la Torre Eiffel, il Grand Palais e Place de la Concorde – ci sono molti modi per avvicinarsi all'azione senza dover pagare.

Guarda la cerimonia di apertura

Turista con basco legge una mappa a Parigi

La cerimonia di apertura ufficiale dei Giochi Olimpici estivi di Parigi 2024 romperà con la tradizione svolgendosi al di fuori dei confini di uno stadio. Quest'anno, invece, una flotta colossale di imbarcazioni invaderà la Senna, trasformando il percorso di sei chilometri tra il Jardin des Tuileries e la piazza del Trocadéro in un carnevale di colori, suoni e, molto probabilmente, fuochi d'artificio. Si prevede che centinaia di migliaia di spettatori riempiranno banchine e ponti, con gli ultimi biglietti rimasti venduti alla cifra esorbitante di 2.700 €!

Ma non dovrai vendere un rene per vivere questa incredibile atmosfera di festa: l'accesso alle sponde superiori è gratuito e, sebbene la vista possa essere (diciamo così) limitata, gli 80 schermi giganti posizionati lungo il percorso permetteranno a te e agli altri partecipanti di non perdere neanche un istante.

Altro divertimento olimpico

Un jogger al Parc de la Villette a Parigi

Una vasta operazione di pianificazione per le Olimpiadi di Parigi 2024 trasformerà il centro della città in un grande parco giochi. Visita luoghi come il Parc de la Villette, uno degli spazi verdi più grandi di Parigi, dove avrà sede il Club France durante i Giochi e dove atleti e tifosi potranno riunirsi e tifare davanti a schermi giganti. La Villette è una sorta di mecca culturale, ricca di teatri, sale da concerto e musei interessanti, per non parlare di una serie di 26 sculture in metallo dell'architetto Bernard Tschumi: ciò significa che c'è molto da fare anche se le Olimpiadi non fanno per te.

Corridori della maratona

Puoi anche seguire parte dell'azione dal vivo (e gratuitamente) grazie a eventi come la maratona, che si terrà il 10 agosto (gara maschile) e l'11 agosto (gara femminile). La decisione di rompere con la tradizione e chiudere i Giochi con la maratona femminile invece di quella maschile è simbolica: il percorso dall'Hôtel de Ville a Versailles e ritorno riconosce un momento chiave della Rivoluzione francese, ovvero la marcia delle donne su Versailles del 5 ottobre 1789. Puoi seguire la gara da vari punti panoramici lungo il tragitto. Esci dal centro verso il Parc des Marnes nella graziosa Marnes-la-Coquette per incitare i corridori diretti a Versailles, poi passeggia verso est lungo la Senna per vederli rientrare in città.

Scatena l'atleta che è in te

Famiglia gioca a pétanque a Parigi

Non serve essere un atleta olimpico per cimentarsi nelle numerose attività all'aperto di Parigi. Che tu preferisca una partita a pétanque o un'escursione in barca, abbiamo l'attività sportiva che fa per te. Disclaimer: potremmo usare il termine "sportivo" in modo piuttosto generoso.

Certo, potresti non essere veloce come i ciclisti del Vélodrome di Saint-Quentin-en-Yvelines, ma sfrecciare per Parigi su due ruote è un modo fantastico per esplorare la città. Ti basta noleggiare una bicicletta tramite l'eccellente sistema Vélib' Métropole e partire per romantiche passeggiate lungo il pittoresco Canal Saint-Martin o per tour turistici più impegnativi, ammirando il Louvre, la cattedrale di Notre-Dame, il Quartiere Latino e molto altro lungo le rive della Senna.

Sfida i giovani hipster locali e gli irriducibili veterani nell'antica arte della pétanque in luoghi suggestivi della città, come i Giardini del Lussemburgo e Place de la Nation. È un ottimo modo per conoscere i parigini e trascorrere una calda serata estiva, ma fai attenzione ai giocatori più anziani: praticano questo gioco da decenni, quindi non accettare scommesse per nessun motivo!

Barca giocattolo sul Grand Bassin al Palazzo del Lussemburgo a Parigi

Ancora più rilassante è il passatempo popolare di noleggiare barche in legno vecchio stile da far navigare sul lago Grand Bassin al Palazzo del Lussemburgo. Vacci di domenica, quando il Club Nautico del Lussemburgo si unisce al divertimento con la sua flotta di barche a motore (silenziose) e sottomarini. Oppure mettiti alla guida: è possibile noleggiare imbarcazioni elettriche per escursioni giornaliere su canali come il Canal de l'Ourcq e il Canal Saint-Martin, mentre nel bellissimo Bois de Boulogne potrai noleggiare barche a remi sul lago.

Visita le principali attrazioni di Parigi

Giardini del Museo Rodin a Parigi

Molte delle migliori Paris attractions rimarranno aperte durante le Olimpiadi del 2024, il che significa che ci sono tantissime cose da fare che non hanno nulla a che fare con lo sport. You can save cash on nearly 100 of the best tours, activities and attractions in town with a Paris Attraction Pass, che include:

  • Biglietti Hop-On Hop-Off con Big Bus Paris
  • Salita guidata sulla Torre Eiffel
  • Degustazione di vini a Les Caves du Louvre
  • Una romantica crociera sulla Senna con Bateaux Parisiens
  • Ingresso alla Reggia di Versailles
  • Divertenti tour a piedi di Montmartre, del Quartiere Latino e del Marais
  • Biglietti per il Musée d'Orsay e il Louvre
  • ...e molto altro ancora!

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Coppia in un caffè di Parigi con caffè e croissant

Infine, non c'è sport più parigino che sedersi con eleganza ai tavolini di un caffè all'aperto e osservare con aria critica i passanti dietro occhiali da sole giganti, mentre si sorseggia un café crème mangiando un croissant. Il posacenere straripante di mozziconi sporchi di rossetto è opzionale.

Check out our guide to getting around Paris during the Olympics here.

Risparmia sulle attrazioni più popolari di Parigi

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Stuart Bak
Stuart Bak
Scrittore/trice di viaggio freelance

Stu caught the travel bug at an early age, thanks to childhood road trips to the south of France squeezed into the back of a Ford Cortina with two brothers and a Sony Walkman. Now a freelance writer living on the Norfolk coast, Stu has produced content for travel giants including Frommer’s, British Airways, Expedia, Mr & Mrs Smith, and now Go City. His most memorable travel experiences include drinking kava with the locals in Fiji and pranging a taxi driver’s car in the Honduran capital.

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Nozioni sul Panthéon di Parigi, simbolo della storia di Francia

Il Panthéon è, a Parigi, molto più di un semplice monumento. Nella sua elegante simmetria neoclassica incarna lo spirito di un’intera nazione. La laica sacralità di questo luogo originariamente concepito come chiesa cristiana e divenuto poi l’Olimpo degli eroi di Francia dopo la Rivoluzione merita di essere esplorata con deferenza. Qui di seguito, una serie di curiosità e nozioni sul Panthéon di Parigi, una delle architetture neoclassiche più importanti du monde. Dove si trova il Panthéon di Parigi Il Panthéon sorge nel Quartiere Latino, nel 5° arrondissement, dove si trova l'università della Sorbonne. Centro accademico della metropoli, questo pittoresco quartiere deve il suo nome all’antica usanza di conversare in latino tra docenti e allievi. Il Panthéon domina l’intera circonscription da una posizione leggermente rialzata sul monte di Sainte-Geneviève sulla rive gauche. Meritano una visita in questa zona anche la storica libreria Shakespeare and Company e il magnifico Jardin du Luxembourg, un’oasi di verde in cui entrare in contatto con la cultura locale e assistere alle partite di scacchi e alle gare di barche degli enfants nella fontaine Médicis. Da chiesa a tempio laico e mausoleo Progettato dall’architetto francese Jacques-Germain Soufflot, il Panthéon è originariamente nato come chiesa cattolica dedicata a Sainte-Geneviève, patrona di Parigi. La sua costruzione, voluta da re Luigi XV, richiese 26 anni di lavoro. La prima pietra fu posata nel 1764. Tuttavia, una volta ultimato l’edificio, la Rivoluzione Francese aveva profondamente cambiato il panorama politico del Paese. L’alternarsi degli eventi storici dell’Ottocento determinò, pertanto, il ripetuto passaggio del Panthéon de Paris da luogo di culto cristiano a tempio laico. Dapprima l’Assemblea Costituente ordinò di convertirlo da chiesa di Sainte-Geneviève a tempio della patria. Nel 1806 tornò a essere un luogo di culto cattolico e nel 1885, in occasione delle esequie dello scrittore Victor Hugo, diventò definitivamente un mausoleo in cui cullare la memoria delle personalità più illustri della storia francese. Pare che il Panthéon non fosse particolarmente apprezzato da Victor Hugo, autore dell'opera Notre Dame de Paris del 1831 e del romanzo storico Les Misérables del 1862. Forse per ironia della sorte, la sua salma fu portata proprio qui nel 1885, dove è tuttora custodita. Nel Panthéon di Parigi riposano le figure più illustri della République, tra cui il filosofo Voltaire, lo scrittore Alexandre Dumas e i politici Léon Gambetta, Jean Jaurès e Paul Painlevé. Anche le ceneri di Jean-Jacques Rousseau, Émile Zola e Jean-Paul Marat furono trasferite qui e sono ora custodite nella cripta, a cui si accede dall’abside. Per l’intera superficie di questo imponente edificio si estendono le sale e i corridoi che conservano le spoglie di grandi luminari del mondo politico, culturale e scientifico, avvolte da un'atmosfera di grave solennità. Chiara ispirazione al Pantheon capitolino Dichiaratamente ispirata al Pantheon di Roma capoccia, la struttura con pianta a croce greca è sormontata da un’immensa cupola di copertura, creata guardando alla St Paul's Cathedral di Londra, realizzata dall’architetto inglese Christopher Wren. La sintesi stilistica incentrata sull'arte classica si fonde con la leggerezza tipica dello stile gotico, con un risultato di abbacinante bellezza. Chiaramente ispirata all’arte rinascimentale, la cupola, retta da quattro pilastri, è composta da tre calotte concentriche finemente affrescate da Antoine-Jean Gros, allievo di Jacques-Louis David. Gli spazi interni presentano un apparato decorativo essenziale, che sembra rinunciare all’esuberanza barocca per dare spazio a un’elegante simmetria. Ogni navata è delimitata da colonne corinzie e adornata con sculture e dipinti, tra cui opere del celebre pittore simbolista Pierre-Cécile Puvis de Chavannes. Questa gigantesca costruzione neoclassica è un luogo deputato alla memoria dei padri della patria francese analogamente a come nell’antichità romana il Pantheon capitolino era considerato la dimora delle divinità. Ai grandi uomini, la Patria riconoscente L’accesso al Panthéon de Paris è preceduto da una serie di gradini che conducono a un austero colonnato in stile corinzio che regge il frontone triangolare, scolpito dallo scultore francese David d'Angers. Ai lati dell’ingresso si possono ammirare i bassorilievi che rappresentano la devozione alla patria e l’istruzione pubblica. “Aux grands hommes, la Patrie reconnaissante”, letteralmente, “Ai grandi uomini, la Patria riconoscente” si legge nell'iscrizione scolpita sulla facciata in stile neoclassico di questo maestoso edificio. Che dire. Evidentemente, quando a partire dal 1778 il Panthéon di Parigi fu destinato ad accogliere le spoglie di Voltaire e dei grandi della République, si dava per scontato che tra gli eroi di Francia non ci potessero mai essere donne. Eppure... E le grandi donne? C’è posto anche per qualche grande donna nel Panthéon, il mausoleo della République. Si tratta di: Marie Curie, vincitrice di due premi Nobel, uno in fisica nel 1903 insieme al marito Pierre e l'altro in chimica nel 1911; Germaine Tillion, etnologa francese, superstite del campo di concentramento nazista di Ravensbrück; Geneviève de Gaulle-Anthonioz, una delle figure più importanti della Resistenza europea al nazismo; Sophie Berthelot, scienziata e coniuge del grande chimico Marcellin Berthelot; Simone Veil, sopravvissuta di Auschwitz, prima presidente dell'Europarlamento, ex ministro della Sanità, madre della legge sul diritto all'aborto del 1974 e figura simbolo dell'Europa unita, dell'emancipazione femminile e della difesa dei diritti delle donne; Joséphine Baker, la Venere nera, star franco-americana del music hall e attivista dei diritti civili a sostegno di Martin Luther King. In una Francia dove praticamente la metà dei ministri è donna, storici e politici riconoscono che sia ora di inumare qualche personalità femminile in più nel sacrario simbolo della République. Qui Foucault dimostrò che la Terra gira Sotto la cupola del Panthéon de Paris nel 1851 il fisico francese Léon Foucault ripeté con un pendolo sferico l’esperimento condotto in precedenza all’Observatoire per dare dimostrazione della rotazione terrestre. Lasciata libera di oscillare per 24 ore appesa alla cupola con un filo, la sfera di 28 chili di peso tracciò a terra le varie direzioni della sua oscillazione. Il fisico francese e il pubblico presente notarono che il piano di oscillazione ruotava in senso orario, rendendo così evidente il movimento della Terra intorno al proprio asse. A rigor di logica, qualora la Terra fosse stata ferma, il pendolo avrebbe tracciato un’unica linea sul terreno. L’esperimento con il pendolo consentì, quindi, a Léon Foucault di dare dimostrazione empirica del movimento rotazionale della Terra, cambiando per sempre il corso della storia. Il pendolo originale è esposto al Museo di arti e mestieri di Parigi. All’interno del Panthéon si trova una fedele riproduzione. Magnifica vista panoramica sulla Ville Lumière Dal balcone colonnato della cupola del Panthéon, raggiungibile salendo 425 gradini, si può ammirare un panorama estasiante della Ville Lumière. Cielo, terra, acqua, ponti, eleganti giardini e sontuosi edifici monumentali diventano parte di un quadro in movimento che lascia senza fiato, specialmente al tramonto. Con uno sguardo si abbracciano intere circonscription, con la loro storia e le loro perle architettoniche, dalla Torre Eiffel al Museo del Louvre e la Cattedrale di Notre-Dame nell'Île de la Cité. Visita il Panthéon di Parigi con i nostri pass Con i pass di Go City puoi visitare il Panthéon, il Museo di arti e mestieri dove è custodito il pendolo originale di Foucault e molte altre attrazioni della Ville Lumière a un prezzo conveniente e senza la scocciatura di dover acquistare di volta in volta i biglietti in giornata.
Jessica Maggi
Jessica Maggi
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Aneddoti su Picasso che ne hanno fatto una leggenda

Icona assoluta per l’arte e la cultura mondiale, Pablo Picasso ha segnato il XX secolo come pochi altri. Spirito geniale e vulcanico, carismatico e ribelle, il maestro andaluso ha sovvertito la pittura del suo tempo, diventando un riferimento ineludibile per l’intera galassia delle avanguardie novecentesche. La sua lunga vita, 91 anni, è una fonte inesauribile di bizzarrie e stravaganze. Dalla passione per la corrida alla maledizione che sembra aver colpito le tante donne della sua vita, scopri gli aneddoti su Picasso che hanno contribuito a farne un mito. Nome chilometrico Ai sensi della legge del doppio cognome vigente in Spagna, a Pablo Picasso toccò in sorte una lunga costellazione di nomi, a cui ne furono aggiunte altre mestolate in onore di santi e congiunti vari. Prenditi mezza giornata di ferie perché qui si va per le lunghe. Orbene, il nome completo è Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Martyr Patricio Clito Ruíz y Picasso. Sembrava che fosse nato morto Baby Picasso venne al mondo in silenzio, tanto che la levatrice era sul punto di dichiararne la morte in utero. Si destò e iniziò a emettere flebili vagiti solo quando lo zio Salvador, medico, gli soffiò sul viso uno sbuffo di fumo del sigaro che si era acceso nel tentativo di rianimarlo. Quel pianto fu il segnale che non era finita, Pablo si salvò e con esso un patrimonio di inestimabili capolavori che hanno rivoluzionato la storia dell’arte. Rendiamo grazie a zio Salvador e al suo provvidenziale cigarro! La prima parola fu lápiz Fin da subito Picasso mostrò di avere un innato talento artistico. Sembrerebbe addirittura che le sue prime parole non furono mamma o papà, ma piz, abbreviazione di lápiz, matita in italiano. Sulle orme del padre Picasso nacque a Malaga, nel sud della Spagna, in una famiglia benestante. Suo padre, Don José Ruiz y Blasco, era a sua volta un pittore, nonché insegnante di disegno alla Escuela Provincial de Bellas Artes e conservatore del museo di Malaga. Fu proprio su papito a valorizzare l’innato talento artistico di Pablo, introducendolo all'esercizio della pittura e assicurandosi che ricevesse una solida formazione accademica classica. Origini italiane Sapevi che Picasso è un cognome tipicamente ligure? Belandi! Dell’area del genovese e della riviera di levante nello specifico. La madre del genio andaluso, Maria Picasso y López de Oñate, era un’energica donna di famiglia argentina di origini genovesi. Si stima che i parenti di Picasso dal lato materno fossero originari di Avegno, un pittoresco paesino vicino a Sori, in provincia di Genova, a metà strada tra Recco e Nervi. Enfant prodige Pablo Picasso realizzò il suo primo olio su tela, El picador amarillo, alla tenera età di 8 anni. La sua prima mostra, invece, venne allestita nel 1895. Le sue creazioni furono esposte in uno stabilimento in Calle Real a La Coruña, in Galizia, quando aveva appena 13 anni e frequentava l’accademia di belle arti della Llotja a Barcellona. Prematura, tragica perdita del migliore amico Uno degli eventi che più profondamente segnarono la vita di Pablo Picasso risale ai primi del Novecento. Si tratta del suicidio del suo grande amico ritrattista, il pittore e poeta Carlos Casagemas, con cui collaborò assiduamente prima Barcellona e poi a Parigi. L’improvvisa perdita dell’amico fu un colpo talmente duro per l'artista, ai tempi ventenne, da creare un confine netto tra un prima e un dopo. Proprio da quel tragico evento ebbe inizio la sua fase artistica che fu poi definita periodo blu, con opere cupe, atmosfere oscure e temi difficili, come la solitudine, la povertà e l’emarginazione. Arresto con l’accusa di furto della Gioconda Il 21 agosto del 1911 la Monna Lisa, celeberrimo dipinto di Leonardo Da Vinci di inizio Cinquecento, scomparve misteriosamente dal Musée du Louvre. Oh là là. Sospettati di furto, Picasso e l’amico scrittore Guillaume Apollinaire finirono in manette. Dopo qualche interrogatorio i due vennero rilasciati con nessuna conseguenza. A sottrarre la Gioconda fu, in realtà, un operaio varesotto di nome Vincenzo Pietro Peruggia. Avete fatto voi questo orrore, maestro? No, è opera vostra Il 26 aprile 1937 gli aerei tedeschi, in appoggio alle truppe del generale Francisco Franco, bombardarono la cittadina basca di Guernica. La truculenta strage fu immortalata nell’omonimo grande capolavoro di Pablo Picasso, divenuto emblema del rifiuto della guerra, della difesa dei diritti umani e della denuncia contro le orribili conseguenze che ogni genere di conflitto può procurare all’umanità. Poco tempo dopo, Picasso incontrò a Parigi l’ambasciatore tedesco Otto Abetz e alcuni soldati nazisti, che, si dice, gli domandarono “Avete fatto voi questo orrore, maestro?”, osservando una riproduzione dell’opera. La risposta dell’artista fu perentoria: "No, è opera vostra". Abile seduttore Due matrimoni, quattro figli da tre donne diverse, plotoni di amanti di ogni nazionalità, rango e professione. Insomma, uno sbottonar di patte senza soluzione di continuità. Molto è stato detto e scritto sull’oscuro rapporto di Picasso con le donne, che dalle relazioni con lui ne uscivano così distrutte che si parla ancora di una sorta di nefasta maledizione. Ebbene, la ballerina ucraina Olga Khokhlova, sua prima moglie, morì di tumore. La modella Eva Gouel morì di tubercolosi. La giovane Marie-Thérèse Walter rischiò di annegare nel fiume Marne e successivamente si impiccò. La ceramista Jacqueline Roque, sua seconda moglie, si sparò un colpo di pistola in testa. La fotografa Dora Maar non si riprese mai dalla profonda depressione in cui sprofondò dopo la rottura con l'artista. Una vera, profonda, carnale passione per il flamenco e la tauromachia Nativo di Malaga, splendida città dell’Andalusia, Picasso amava la forza, i ritmi incalzanti e la bellezza dura, passionale e al contempo delicata del flamenco andaluso. L’artista aveva una speciale predilezione anche per la corrida, una delle tradizioni spagnole più antiche e controverse. Tori, toreri e picadores sono, non a caso, tra i soggetti ricorrenti nelle sue creazioni. Talento poliedrico Noto prevalentemente per i suoi dipinti, Picasso fu anche, nell’ordine, scultore, ceramista, poeta, scrittore, scenografo e drammaturgo. Compose oltre 300 poesie, due commedie surrealiste e molte altre opere. Menzione nel Guinness World Records Picasso è entrato nel Guinness World Records con il titolo di pittore più prolifico di tutti i tempi, con, tieniti forte, 150.000 opere tra dipinti, disegni, incisioni, litografie, stampe, illustrazioni, sculture e ceramiche. Una sostanziosa porzione è esposta al Musée National Picasso, disponibile nel ventaglio di attrazioni a cui puoi accedere con i nostri pass. Ospitata nel sontuoso Hôtel Salé nel quartiere parigino di Le Marais, questa galleria d'arte comprende le principali opere provenienti dagli atelier del genio di Malaga. Le sue ultime parole musicate da Paul McCartney Le ultime parole di Pablo Picasso, pronunciate in occasione di una cena con amici il giorno prima della sua dipartita, furono “Bevete per me. Bevete per la mia salute. Sapete che non posso più bere». Paul McCartney le mise in musica e ne fece il ritornello di Picasso’s Last Words, pezzone pubblicato nell'album Band on the Run del 1973. Visita il Musée Picasso di Parigi con Go City Abbiamo ricordato gli aneddoti che maggiormente hanno contribuito a forgiare la leggenda del grande maestro spagnolo. È giunto il momento di visitare il Musée National Picasso di Parigi. Con i pass di Go City puoi accedere al museo e molte altre attrazioni della Ville Lumière a un prezzo conveniente.
Jessica Maggi
Jessica Maggi
Visita guidata fino al 2° piano della Torre Eiffel
Museo del Louvre

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