Aneddoti su Picasso che ne hanno fatto una leggenda

Data di pubblicazione: 17 luglio 2024

Icona assoluta per l’arte e la cultura mondiale, Pablo Picasso ha segnato il XX secolo come pochi altri. Spirito geniale e vulcanico, carismatico e ribelle, il maestro andaluso ha sovvertito la pittura del suo tempo, diventando un riferimento ineludibile per l’intera galassia delle avanguardie novecentesche. La sua lunga vita, 91 anni, è una fonte inesauribile di bizzarrie e stravaganze. Dalla passione per la corrida alla maledizione che sembra aver colpito le tante donne della sua vita, scopri gli aneddoti su Picasso che hanno contribuito a farne un mito.

Nome chilometrico

Ai sensi della legge del doppio cognome vigente in Spagna, a Pablo Picasso toccò in sorte una lunga costellazione di nomi, a cui ne furono aggiunte altre mestolate in onore di santi e congiunti vari. Prenditi mezza giornata di ferie perché qui si va per le lunghe. Orbene, il nome completo è Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Martyr Patricio Clito Ruíz y Picasso.

Sembrava che fosse nato morto

Baby Picasso venne al mondo in silenzio, tanto che la levatrice era sul punto di dichiararne la morte in utero. Si destò e iniziò a emettere flebili vagiti solo quando lo zio Salvador, medico, gli soffiò sul viso uno sbuffo di fumo del sigaro che si era acceso nel tentativo di rianimarlo. Quel pianto fu il segnale che non era finita, Pablo si salvò e con esso un patrimonio di inestimabili capolavori che hanno rivoluzionato la storia dell’arte. Rendiamo grazie a zio Salvador e al suo provvidenziale cigarro!

La prima parola fu lápiz

Fin da subito Picasso mostrò di avere un innato talento artistico. Sembrerebbe addirittura che le sue prime parole non furono mamma o papà, ma piz, abbreviazione di lápiz, matita in italiano.

Sulle orme del padre

Picasso nacque a Malaga, nel sud della Spagna, in una famiglia benestante. Suo padre, Don José Ruiz y Blasco, era a sua volta un pittore, nonché insegnante di disegno alla Escuela Provincial de Bellas Artes e conservatore del museo di Malaga. Fu proprio su papito a valorizzare l’innato talento artistico di Pablo, introducendolo all'esercizio della pittura e assicurandosi che ricevesse una solida formazione accademica classica.

Origini italiane

Sapevi che Picasso è un cognome tipicamente ligure? Belandi! Dell’area del genovese e della riviera di levante nello specifico. La madre del genio andaluso, Maria Picasso y López de Oñate, era un’energica donna di famiglia argentina di origini genovesi. Si stima che i parenti di Picasso dal lato materno fossero originari di Avegno, un pittoresco paesino vicino a Sori, in provincia di Genova, a metà strada tra Recco e Nervi.

Enfant prodige

Pablo Picasso realizzò il suo primo olio su tela, El picador amarillo, alla tenera età di 8 anni. La sua prima mostra, invece, venne allestita nel 1895. Le sue creazioni furono esposte in uno stabilimento in Calle Real a La Coruña, in Galizia, quando aveva appena 13 anni e frequentava l’accademia di belle arti della Llotja a Barcellona.

Prematura, tragica perdita del migliore amico

Uno degli eventi che più profondamente segnarono la vita di Pablo Picasso risale ai primi del Novecento. Si tratta del suicidio del suo grande amico ritrattista, il pittore e poeta Carlos Casagemas, con cui collaborò assiduamente prima Barcellona e poi a Parigi. L’improvvisa perdita dell’amico fu un colpo talmente duro per l'artista, ai tempi ventenne, da creare un confine netto tra un prima e un dopo. Proprio da quel tragico evento ebbe inizio la sua fase artistica che fu poi definita periodo blu, con opere cupe, atmosfere oscure e temi difficili, come la solitudine, la povertà e l’emarginazione.

Arresto con l’accusa di furto della Gioconda

Il 21 agosto del 1911 la Monna Lisa, celeberrimo dipinto di Leonardo Da Vinci di inizio Cinquecento, scomparve misteriosamente dal Musée du Louvre. Oh là là. Sospettati di furto, Picasso e l’amico scrittore Guillaume Apollinaire finirono in manette. Dopo qualche interrogatorio i due vennero rilasciati con nessuna conseguenza. A sottrarre la Gioconda fu, in realtà, un operaio varesotto di nome Vincenzo Pietro Peruggia.

Avete fatto voi questo orrore, maestro? No, è opera vostra

Il 26 aprile 1937 gli aerei tedeschi, in appoggio alle truppe del generale Francisco Franco, bombardarono la cittadina basca di Guernica. La truculenta strage fu immortalata nell’omonimo grande capolavoro di Pablo Picasso, divenuto emblema del rifiuto della guerra, della difesa dei diritti umani e della denuncia contro le orribili conseguenze che ogni genere di conflitto può procurare all’umanità. Poco tempo dopo, Picasso incontrò a Parigi l’ambasciatore tedesco Otto Abetz e alcuni soldati nazisti, che, si dice, gli domandarono “Avete fatto voi questo orrore, maestro?”, osservando una riproduzione dell’opera. La risposta dell’artista fu perentoria: "No, è opera vostra".

Abile seduttore

Due matrimoni, quattro figli da tre donne diverse, plotoni di amanti di ogni nazionalità, rango e professione. Insomma, uno sbottonar di patte senza soluzione di continuità. Molto è stato detto e scritto sull’oscuro rapporto di Picasso con le donne, che dalle relazioni con lui ne uscivano così distrutte che si parla ancora di una sorta di nefasta maledizione. Ebbene, la ballerina ucraina Olga Khokhlova, sua prima moglie, morì di tumore. La modella Eva Gouel morì di tubercolosi. La giovane Marie-Thérèse Walter rischiò di annegare nel fiume Marne e successivamente si impiccò. La ceramista Jacqueline Roque, sua seconda moglie, si sparò un colpo di pistola in testa. La fotografa Dora Maar non si riprese mai dalla profonda depressione in cui sprofondò dopo la rottura con l'artista.

Una vera, profonda, carnale passione per il flamenco e la tauromachia

Nativo di Malaga, splendida città dell’Andalusia, Picasso amava la forza, i ritmi incalzanti e la bellezza dura, passionale e al contempo delicata del flamenco andaluso. L’artista aveva una speciale predilezione anche per la corrida, una delle tradizioni spagnole più antiche e controverse. Tori, toreri e picadores sono, non a caso, tra i soggetti ricorrenti nelle sue creazioni.

Talento poliedrico

Noto prevalentemente per i suoi dipinti, Picasso fu anche, nell’ordine, scultore, ceramista, poeta, scrittore, scenografo e drammaturgo. Compose oltre 300 poesie, due commedie surrealiste e molte altre opere.

Menzione nel Guinness World Records

Picasso è entrato nel Guinness World Records con il titolo di pittore più prolifico di tutti i tempi, con, tieniti forte, 150.000 opere tra dipinti, disegni, incisioni, litografie, stampe, illustrazioni, sculture e ceramiche. Una sostanziosa porzione è esposta al Musée National Picasso, disponibile nel ventaglio di attrazioni a cui puoi accedere con i nostri pass. Ospitata nel sontuoso Hôtel Salé nel quartiere parigino di Le Marais, questa galleria d'arte comprende le principali opere provenienti dagli atelier del genio di Malaga.

Le sue ultime parole musicate da Paul McCartney

Le ultime parole di Pablo Picasso, pronunciate in occasione di una cena con amici il giorno prima della sua dipartita, furono “Bevete per me. Bevete per la mia salute. Sapete che non posso più bere». Paul McCartney le mise in musica e ne fece il ritornello di Picasso’s Last Words, pezzone pubblicato nell'album Band on the Run del 1973.

Visita il Musée Picasso di Parigi con Go City

Abbiamo ricordato gli aneddoti che maggiormente hanno contribuito a forgiare la leggenda del grande maestro spagnolo. È giunto il momento di visitare il Musée National Picasso di Parigi. Con i pass di Go City puoi accedere al museo e molte altre attrazioni della Ville Lumière a un prezzo conveniente.

Jessica Maggi
Jessica Maggi
Scrittore/trice di viaggio freelance

Jessica è una copywriter freelance, molto mattiniera, un po’ stramba e oltremodo germofobica. Nel 2011 ha profeticamente lasciato un posto a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura e, nel corso degli anni, ha avuto l’onore di collaborare con grandi nomi del calibro di Indeed, Furla, WeRoad, Berlitz, Grazia e MUSE Magazine. Si divide tra l’alto cremasco e le Alpi Orobiche e, quando non lavora, sicuramente la trovi che fa decluttering dell’armadio, si diletta ai fornelli o si inerpica ad alta quota con il suo beneamato loppide.

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Tutto sulle Catacombe di Parigi

Sappiamo cosa stai pensando. Chi sano di mente vorrebbe scendere nelle profondità della città (20 m) per vedere resti umani? Sorprendentemente, oltre 550.000 persone ogni anno! Le Catacombe di Parigi hanno una storia affascinante che risale all'antichità e sono il luogo di riposo finale di oltre sei milioni di parigini. Immergiti con noi, stiamo per scoprire l'origine delle Catacombe di Parigi e come sono diventate un ossario sotterraneo. Antiche cave Parigi è storicamente ricca di risorse naturali tra cui sabbia, arenaria, gesso, argilla e calcare. Fin dall'antica occupazione romana, questi materiali venivano estratti e utilizzati per l'edilizia. Sebbene abbandonata per un certo periodo, l'attività mineraria riprese nel Medioevo per la costruzione delle fortificazioni e delle fortezze della città. Con l'aumentare della domanda, la rete di miniere si espanse sotto la città, ma non fu adeguatamente regolamentata dalle autorità. I pilastri di sostegno in pietra a secco non erano sufficienti. Successivamente, le cave di Parigi furono chiuse con un decreto nel 1776 a causa di numerosi e disastrosi crolli e di interi edifici che sprofondavano nel terreno. Le Catacombes de Paris Le catacombe francesi, in particolare Le Catacombes de Paris, rappresentano una parte significativa del patrimonio sotterraneo della città. Questi tunnel storici offrono una prospettiva unica sul passato di Parigi e testimoniano la capacità della città di riutilizzare i propri spazi sotterranei per diverse esigenze nel corso dei secoli. Coprendo una vasta area, le catacombe di Parigi si estendono per circa 280 chilometri. Tuttavia, solo una piccola parte di questa rete è aperta al pubblico. Le catacombe si estendono in profondità sotto le strade cittadine e rappresentano uno dei siti di sepoltura più grandi al mondo. Cimitero degli Innocenti e Re Luigi XVI Quello degli Innocenti era un cimitero parigino risalente al V secolo. Si trovava nella parte centrale di Parigi, in quella che oggi è la zona di Les Halles. Durante il Medioevo, le sepolture avvenivano tradizionalmente in terra consacrata intorno alle chiese. Vita e morte erano strettamente legate e in diretta vicinanza. Per esempio, il mercato si trovava vicino alla proprietà della chiesa. Già in epoca medievale, lo spazio di sepoltura parigino era un bene prezioso. I ricchi potevano permettersi cripte all'interno della chiesa stessa, mentre i poveri erano spesso relegati in fosse comuni. L'unico problema? Le fosse comuni iniziarono a traboccare. Ed è qui che entra in gioco l'ossario... La Danza Macabra Per risolvere il problema del sovraffollamento, i becchini rimuovevano i cadaveri completamente decomposti, essenzialmente le ossa, e li spostavano nell'ossario. Sì, le ossa erano visibili a tutti, c'era un loggiato che circondava il cimitero e persino murales che raffiguravano la morte a decorare le pareti. La famosa "Danza Macabra" è un motivo che ritrae scheletri gioiosi che danzano con i vivi, ricordando a tutti che la stessa sorte li attende. Non era un salto dell'immaginazione così azzardato né così macabro come potrebbe sembrare oggi. Nel Medioevo, chi arrivava a 60 anni era considerato fortunato. Chi superava il parto lo era ancora di più. Concerti clandestini Il 2 aprile 1897 fu organizzato un concerto clandestino nell'ossario. Le persone ricevettero inviti segreti e fu loro ordinato di non parcheggiare le carrozze vicino all'ingresso principale. Oltre 100 ospiti scesero nelle profondità dell'"Impero dei morti" per ascoltare la Marcia funebre di Chopin e la Danza Macabra di Saint-Saëns eseguite dai membri dell'Orchestra parigina. Tour delle catacombe di Parigi Per apprezzare appieno la storia e la complessità di questi tunnel sotterranei, consigliamo vivamente un tour delle catacombe di Parigi. Queste visite guidate offrono approfondimenti e storie sui tunnel sotterranei di Parigi, migliorando l'esperienza complessiva dei visitatori. 💰 >> Scopri come risparmiare fino al 50% su Paris attractions Chiusura del cimitero ed esumazione Quindi, se il sistema degli ossari funzionava, perché re Luigi XVI chiuse il cimitero nel 1780? In poche parole, le fosse comuni traboccavano a causa dell'aumento della popolazione e, di conseguenza, dei cadaveri. L'aria era densa per la decomposizione, situazione che peggiorava nei mesi estivi. Tuttavia, la goccia che fece traboccare il vaso fu il crollo di diverse case che circondavano il cimitero, con la conseguenza che i corpi in decomposizione finirono nelle cantine delle persone. Tutto questo fu sufficiente per Luigi XVI e per i cittadini parigini. Gli anni successivi furono trascorsi a spostare i resti umani nelle Catacombe. I trasporti avvenivano per lo più di notte. I sacerdoti aiutavano impartendo benedizioni ai defunti. Principalmente, questo accadeva perché i cattolici consideravano un sacrilegio disturbare e spostare i morti da un terreno sacro. Negli anni seguenti furono esumati anche altri cimiteri di Parigi. Cosa accadde in seguito alle Catacombe di Parigi? Sebbene vi fossero piani per costruire nuovi cimiteri alla periferia della città, Luigi XVI non ebbe il tempo di metterli in atto. La prima Rivoluzione francese scoppiò nel 1789 e lo sfortunato re fu ghigliottinato nel 1793. Fu solo dopo la Rivoluzione, durante il regno di Napoleone I, che iniziarono i piani di costruzione per nuovi cimiteri in quella che allora era la periferia di Parigi. Un museo o un ossario sotterraneo? Sfortunatamente, quando i resti umani furono originariamente collocati nelle Catacombe, vennero ammassati in pile disordinate. All'inizio del XIX secolo, sotto la guida dell'ispettore Héricart de Thury del Servizio di ispezione delle miniere di Parigi, le ossa furono impilate in modo rispettoso e artistico. Egli aggiunse archi a tema egizio e bizantino. Citazioni poetiche sulla morte sono incise su lapidi in tutto il tunnel, progettato per ricordare ai visitatori che lo stesso destino attende tutti noi. Nel 1809, le Catacombe furono aperte al pubblico solo su appuntamento. Nel corso del secolo, gli orari di visita variarono. Oggi, facenti parte dei Musei della Città di Parigi, le Catacombe sono aperte sei giorni a settimana. Le Catacombe si trovano alla profondità di un edificio di cinque piani sotto il livello del suolo Ci sono 243 gradini (131 in discesa, poi 112 per uscire) 1,5 km di distanza La visita delle Catacombe richiede circa un'ora Cos'è un catafilo? Inizialmente, il termine "Catacombe" indicava la parte dei tunnel adibita a ossario. Tuttavia, oggi il termine è usato per descrivere i tunnel nella loro interezza. Solo una minima parte dei tunnel è piena di resti umani. Premesso questo, un catafilo è una persona appassionata delle Catacombe che esplora regolarmente la complessa rete di tunnel sotterranei. Non è esattamente legale, ma questo non sembra scoraggiarli. Esistono molti ingressi, tombini e altri modi per entrare, e i veri catafili creano le proprie mappe. Alcuni spazi sono così angusti che devono procedere carponi e molti tunnel sono allagati. Inoltre, nelle Catacombe si svolgono regolarmente feste sotterranee e molti tunnel sono coperti di street art. La polizia francese ha persino trovato una sala cinematografica perfettamente funzionante nelle Catacombe. Sebbene nei tunnel si respiri un senso di libertà e illegalità, i catafili hanno un proprio codice di condotta e rispettano il luogo. La tua visita alle Catacombe di Parigi In conclusione, esistono due tipi di persone: quelle che vogliono vedere resti umani esposti artisticamente e quelle che non vogliono assolutamente farlo. Admittedly, the Paris Catacombs potrebbe non essere per tutti, quindi non preoccuparti se appartieni alla seconda categoria. Tuttavia, se desideri visitare le catacombe o, come recita l'insegna, "L'Impero della Morte", vivrai sicuramente un viaggio interessante nel mondo sotterraneo. Indirizzo: 1 av. du Colonel Henri Rol-Tanguy, 75014, Parigi Giorni di apertura: martedì - domenica Prezzo del biglietto: 29 € Scopri tutto ciò che Parigi ha da offrire con The Paris Pass® Stai pianificando il tuo viaggio a Parigi? Con The Paris Pass®, puoi esplorare monumenti famosi, luoghi di tendenza e tour epici, tutto con un unico pass e a un prezzo unico. Non solo, potrai risparmiare fino al 50% rispetto all'acquisto dei singoli biglietti per le attrazioni. ✈️ Buy The Paris Pass® ✈️
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Un pezzo di storia: la nostra guida ai ristoranti più antichi di Parigi

Unisci l'eccellenza culinaria alla ricca storia della Francia nei ristoranti più antichi di Parigi. Sede di alcuni dei migliori ristoranti del mondo, non sorprende che i viaggiatori affluiscano a Parigi per assaggiare l'autentica cucina francese. Per secoli, i ristoranti parigini sono stati all'avanguardia nell'innovazione culinaria e alcuni degli stabilimenti più antichi sono ancora aperti: scopri quali sono qui sotto. Le Train Bleu Dimentica la metropolitana parigina e imbarcati in un viaggio in treno completamente diverso presso Le Train Bleu. Costruito all'interno della stazione Gare de Lyon nel 1901, questo ristorante è stato progettato per apparire a dir poco grandioso, con lampadari, splendide finestre ad arco e meravigliosi dipinti che riempiono lo spazio. Servendo cucina classica francese, è stato frequentato da molti volti famosi, tra cui Coco Chanel e Salvador Dalí. Bofinger Questo traditional brasserie è uno dei ristoranti più belli di Parigi, con un soffitto in vetro colorato mozzafiato e delicati dettagli Belle-Époque. Aperto nel 1864 nel cuore di un quartiere parigino allora dominato da alsaziani trasferitisi nella capitale, la cucina è fortemente influenzata dai sapori dell'Alsazia ed è molto amata per il suo foie gras. Le Grand Véfour Goditi la presenza di alcune delle figure storiche e culturali più famose di Parigi, tra cui Victor Hugo, Humboldt e Simone de Beauvoir. Fondato originariamente nel 1784, the restaurant continua a trasmettere la bellezza opulenta della vecchia architettura francese con pilastri dipinti a mano, lampadari e altro ancora. Perfetto per una cena raffinata, questo ristorante stellato Michelin dovrebbe essere sulla lista di ogni critico culinario. Bouillon Chartier Non tutti i ristoranti più antichi di Parigi sono locali raffinati: alla mano, Bouillon Chartier serve piatti della cucina tradizionale francese a prezzi accessibili (come stufati, zuppe di verdure e molto altro) da oltre cento anni. Il ristorante ha aperto i battenti nel 1896 e ha servito più di 50 milioni di portate a turisti e residenti affamati, con una coda che spesso si riversa sul marciapiede. Grazie a una splendida sala da pranzo dichiarata monumento storico, i tocchi art déco aggiungono una ricchezza di carattere al locale. Le Procope Questo 1686 restaurant è intriso di storia e ai clienti basta osservare più da vicino il design e l'arredamento per dare uno sguardo al XVII e XVIII secolo. Con commensali famosi come Napoleone Bonaparte (il cui cappello è esposto) e Voltaire che ne hanno onorato i tavoli, Le Procope continua a servire i classici della cucina francese.
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