Louvre o Museo d'Orsay, confronto tra preziosi scrigni d’arte

Data di pubblicazione: 17 luglio 2024
Louvre o Museo d'Orsay

Sono molti i musei parigini che meritano di essere visitati (almeno) una volta nella vita. Tra tutti spicca il Louvre, la superstar indiscussa dei musei blasonati della capitale francese, seguito a stretto giro dal Museo d'Orsay, ospitato in un’imponente, grandiosa stazione ferroviaria in stile Beaux Arts costruita in occasione dell’Exposition Universelle del 1900, già di per sé una grande opera d’arte.

Louvre o Museo d'Orsay? Conosciamo più da vicino questi due prestigiosi musei d'Oltralpe.

Musée d'Orsay, scrigno dell’arte impressionista e post-impressionista

Louvre o Museo d'Orsay

La prima mostra di quell’audace manipolo di sovversivi che sarebbero poi passati alla storia come impressionisti è datata 1874. La rappresentazione che diedero della realtà, percepita nella sua mutevolezza, suscitò grande scalpore in un Paese appena uscito dalla guerra franco-tedesca e dalla violenta guerra civile che ne seguì.

Si chiamavano, rullo di tamburi… Claude Monet, olè, Edgar Degas, olè, Paul Cézanne, olè, Camille Pissarro, olè, e tra i pali Pierre-Auguste Renoir, olè. Una piccola legione di giovani, audaci pittori della luce, che sfidarono la tradizione con un’esposizione alternativa al Salon ufficiale. Esplorarono strade nuove, inedite, mai battute, dipingendo perlopiù paesaggi e scene di vita moderna abbozzati en plein air con pennellate veloci, una tecnica mai vista prima.

Degli impressionisti e dell’audace novità che portarono nella storia dell’arte il Museo d’Orsay di Parigi conserva una delle più importanti collezioni au monde.

Il complesso museale è di per sé un’imperdibile opera d’arte. La galleria prende il nome dall’antica stazione ferroviaria in cui è ospitata, la Gare d’Orsay, inaugurata in occasione dell’Exposition universelle de 1900 e magistralmente convertita in uno spazio espositivo permanente con l'intervento dell’archistar italiana Gae Aulenti.

Louvre o Museo d'Orsay

Tra le opere da non perdere si segnalano:

  • Lo stagno delle ninfee, armonia rosa, un meraviglioso dipinto realizzato nel 1900 da Claude Monet;
  • Ballo al moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir, uno dei più alti capolavori del primo impressionismo;
  • La scuola di danza, un olio su tela realizzato da Edgar Degas tra il 1873 e il 1876;
  • I papaveri di Claude Monet, una delle più celebri opere della grande collezione custodita al Musée d’Orsay di Parigi;
  • Due donne tahitiane di Paul Gauguin, esponente del post-impressionismo.

Al Museo d’Orsay di Parigi è esposto anche Le cirque, un dipinto a olio su tela realizzato nel 1891 da Georges Seurat, pioniere del movimento neoimpressionista.

Oltre alle opere pittoriche impressioniste e post-impressioniste, la celebre galleria parigina espone anche sculture, fotografie, medaglie, stampe e oggetti d’arti decorative.

Louvre, il museo per antonomasia

Louvre o Museo d'Orsay

Apriva il 10 agosto 1793 uno dei centri culturali più celebri al mondo, nonché tra i primi per numero di visitatori. Il Louvre, il museo per antonomasia, si trova sulla rive droite, tra la Senna e rue de Rivoli, nel 1° arrondissement. Una città nella città, il Louvre è uno dei poli museali più impegnativi per i turisti, spesso intimoriti dalle dimensioni di questo immenso labirinto a più livelli e soprattutto dalla quantità di opere esposte.

Il museo custodisce, tieniti forte, una collezione di 380.000 opere, di cui 35.000 esposte in varie collezioni che coprono praticamente tutta la storia dell’umanità, dall’antichità greca, egizia, etrusca e romana all’arte occidentale medievale e alla pittura rinascimentale.

Visitarlo tutto in una volta va oltre le possibilità umane. Si stima che ci vorrebbero nove mesi, il tempo di una gestazione, per vedere tutte le opere esposte. Per visitare questa gargantuesca galleria costruita come fortezza per Filippo Augusto nel XII secolo è consigliabile programmare una visita guidata con focus sulle opere principali. Al Louvre sono conservate ed esposte alcune delle opere d’arte in assoluto più famose e iconiche al mondo. Le illustriamo di seguito.

La Gioconda di Leonardo Da Vinci

La Gioconda, dipinta da Leonardo da Vinci nei primi anni del 1500, è il ritratto più conosciuto di tutti i tempi, una vera e propria icona culturale che ha attraversato i secoli e raggiunto qualsiasi tipo di pubblico. L’opera è realizzata con olio su tavola in legno di pioppo con la tecnica dello sfumato, espediente artistico che permette a Leonardo di conferire una maggiore uniformità al dipinto, unendo la figura della Monna Lisa al paesaggio alle sue spalle in modo fluido.

La Vergine delle Rocce di Leonardo Da Vinci

La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci è un’opera unica e controversa, tra le più celebri dell’artista toscano. Si tratta di un dipinto a olio su tavola trasportato su tela, realizzato tra il 1483 e il 1486. Allontanandosi dalla tradizione, Leonardo raffigura l’Immacolata Concezione in un modo unico nella storia dell’arte.

Codice di Hammurabi

Il Codice di Hammurabi è una delle più antiche raccolte di leggi, scritte 4000 anni fa in Mesopotamia. Si tratta di una stele di basalto con inciso a caratteri cuneiformi il codice di leggi redatte dal re babilonese Hammurabi. La formazione di un primo apparato legislativo fu solo una tra le tante riforme che portarono la Babilonia a diventare uno degli imperi più potenti del XVIII secolo a.C.

Nike di Samotracia, dea della vittoria e simbolo di libertà

Iconica scultura in marmo pario di scuola rodia, databile al 200-180 a.C. circa, la Nike di Samotracia, personificazione della vittoria bellica e sportiva, è uno dei più celebri capolavori greci di età ellenistica. Oggi priva di testa e braccia, raffigura una giovane donna alata vestita con un leggero chitone. L’opera, dalla discussa attribuzione a Pitocrito, fu probabilmente scolpita a Rodi all’inizio del II secolo a.C.

Amore e Psiche di Antonio Canova

Amore e Psiche, gruppo scultoreo di Antonio Canova, incanta per la perfezione e l’estremo realismo dell'esecuzione. Una delle opere più conosciute di Canova, rappresenta i protagonisti dell’immortale favola mitologica narrata da Luciano Apuleio. Sotto lo scalpello di Canova, il marmo candido fonde in un’unica vibrazione la carne degli amanti e un ideale di pura bellezza. Incantevole.

La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix

Un’altra celebre opera esposta al Louvre è La Libertà che guida il popolo, capolavoro di Eugène Delacroix, che ritrae una folla di rivoltosi guidata da una donna che tiene alta la bandiera francese. Si tratta della personificazione della libertà, che unisce tutte le classi sociali per vincere contro gli oppressori.

Venere di Milo

La Venere di Milo di Alessandro di Antiochia, tra le più note e famose sculture greche, è diventata un’icona rappresentativa del mondo della classicità. Rappresenta l’ideale classico di bellezza femminile.

La morte di Marat di Jacques-Louis David

Realizzata nel 1793, la tela è un omaggio di Jacques-Louis David, massimo esponente della fase pre-rivoluzionaria del neoclassicismo, all’amico Jean-Paul Marat, uno degli eroi della rivoluzione più sanguinosa della storia francese, ucciso dalla girondina Charlotte Corday.

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Louvre o Museo d'Orsay

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Jessica Maggi
Jessica Maggi
Scrittore/trice di viaggio freelance

Jessica è una copywriter freelance, molto mattiniera, un po’ stramba e oltremodo germofobica. Nel 2011 ha profeticamente lasciato un posto a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura e, nel corso degli anni, ha avuto l’onore di collaborare con grandi nomi del calibro di Indeed, Furla, WeRoad, Berlitz, Grazia e MUSE Magazine. Si divide tra l’alto cremasco e le Alpi Orobiche e, quando non lavora, sicuramente la trovi che fa decluttering dell’armadio, si diletta ai fornelli o si inerpica ad alta quota con il suo beneamato loppide.

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Esterno del Museo Picasso a Parigi
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Lo sapevi...? Fatti interessanti su Pablo Picasso

Parigi ha catturato l'immaginazione degli artisti per secoli e il celebre Picasso Museum continua a ispirare i creativi ancora oggi. Prima di visitare la loro splendida collezione, ecco alcuni fatti interessanti su Pablo Picasso per aiutarti ad arricchire la tua esperienza culturale. Visitando Parigi per immergerti nella cultura? Con The Paris Attraction Pass®, riceverai un Paris Museum Pass gratuito per vedere il Museo Picasso, oltre a più di altre 50 Paris attractions imperdibili come il Louvre, il Centre Pompidou e l'Arco di Trionfo. 🎨Explore the attractions you can see with the Paris Museum Pass🎨 -✈️ Buy The Paris Pass® ✈️ Sebbene Pablo Picasso sia noto soprattutto per il suo cognome, il suo nome completo è lungo 25 parole Al momento del battesimo, Picasso fu chiamato – un bel respiro – Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno Crispín Crispiniano María de los Remedios de la Santísima Trinidad Ruiz Picasso. Il suo nome incredibilmente lungo è un insieme di nomi di parenti e di santi. Ruiz era il cognome di suo padre, e Picasso quello di sua madre. La prima parola di Picasso è stata "matita" Con un padre che lavorava anch'egli come pittore, c'era da aspettarsi che l'arte scorresse nel sangue di Picasso e la sua prima parola – che si dice sia stata lo spagnolo lapiz, ovvero matita in italiano – ne fu la prova. Suo padre, specializzato in dipinti naturalistici di uccelli, iniziò a insegnargli a creare opere artistiche fin dall'età di sette anni. Decise poi che avrebbe smesso di dipingere quando Picasso avesse compiuto 14 anni, sostenendo che il figlio fosse diventato un pittore migliore di lui. Picasso era un pessimo studente Dopo che il padre di Picasso sentì di non avere più nulla da insegnare al figlio, Picasso passò a una scuola di belle arti all'età di 13 anni. Nonostante fosse un prodigio, il suo rendimento scolastico ne risentì poiché trascorreva la maggior parte del tempo a dipingere. La polizia pensò che Picasso avesse rubato la Gioconda... Il mondo dell'arte internazionale visse uno dei suoi più grandi scandali nel 1911: la Gioconda fu rubata dal The Louvre. Quando la polizia iniziò a chiedere aiuto al pubblico, uno degli ex ladri indicò la figura letteraria francese Guillaume Apollinaire, a cui pare avesse venduto delle opere rubate. Apollinaire affermò quindi che il suo caro amico Picasso era il responsabile del furto della Gioconda e Picasso fu trattenuto come sospettato. Il capolavoro di Da Vinci fu poi ritrovato un paio d'anni dopo: era stato rubato da un'ex guardia giurata del Louvre durante un affare andato male. ...ironicamente, Picasso ha avuto più opere d'arte rubate di qualsiasi altro artista Secondo l'Art Loss Register, oltre mille opere di Picasso sono state elencate come perse, rubate o contese. Continuano a essere rubate ancora oggi, con una serie di furti avvenuti tra il 2010 e il 2012. Picasso era famoso per le sue relazioni amorose Non è un segreto che Picasso abbia avuto una serie di intrecci romantici con diverse donne nel corso della sua vita, con quattro figli nati da tre donne diverse. Fu sposato con l'ex ballerina Olga Khokhlova per 10 anni. Si separarono dopo pochi anni e, poiché il divorzio era un processo costoso, rimasero sposati fino alla morte di lei nel 1955. Nel 1961 si risposò con Jacqueline Roque. Diverse sue opere furono ispirate dalle sue amanti, tra cui Fernande Olivier, che si dice abbia ispirato il suo "periodo rosa", Dora Maar e Marie-Thérèse Walter. Picasso ha prodotto la cifra sbalorditiva di 150.000 opere Con collezioni e musei dedicati all'artista in tutto il mondo, il corpus di opere di Picasso abbraccia ben 76 anni e oltre 150.000 lavori diversi. Diviso in varie fasi artistiche della sua vita, tra cui il cubismo e il periodo blu, Picasso è stato incredibilmente sperimentale e in continua evoluzione come artista. Picasso scrisse poesie e opere teatrali Sebbene Picasso sia noto soprattutto per i suoi dipinti, negli ultimi anni della sua vita iniziò a cimentarsi anche in altre arti creative. Scrisse oltre 300 poesie e un paio di opere teatrali surrealiste. Anche se non ebbero lo stesso successo delle sue altre opere artistiche, una delle sue commedie fu oggetto di una lettura pubblica con importanti pensatori come Albert Camus, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre. Le ultime parole di Picasso hanno ispirato una canzone di Paul McCartney All'età di 91 anni, durante una cena a Mougins (un villaggio nel sud della Francia), Picasso disse: "Bevete alla mia salute, sapete che non posso più bere". Morì per un attacco cardiaco. Ispirato dall'artista, Paul McCartney scrisse una canzone intitolata "Picasso's Last Words (Drink to Me,)" in cui le ultime parole dell'artista costituiscono la base del ritornello. Visita il Museo Picasso e molto altro con The Paris Pass® Con The Paris Pass® puoi accedere gratuitamente al favoloso Picasso Museum, inoltre avrai l'ingresso gratuito a oltre 50 dei migliori musei di Parigi. Un unico pass, in un'unica app, per tutto quello che vuoi vedere. 🎨Explore the attractions you can see with the Paris Museum Pass🎨 -✈️ Buy The Paris Pass® ✈️
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Dalí
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10 fatti unici su Dalí che non conoscevi

Salvador Dalí era molto più dei suoi semplici baffi! Scopri altri fatti interessanti su Dalí qui sotto Eccentrico, divisivo e visionario sono solo alcune delle parole per descrivere l'artista spagnolo Salvador Dalí ed è difficile dire se esista un numero sufficiente di termini per racchiudere la sua complessa stravaganza. Con un passato colorato e una vasta produzione artistica, c'è così tanto da imparare sul pittore surrealista: ecco alcuni fatti su Dalí per prepararti a uno dei migliori Paris attractions in circolazione: l'Espace Dalí presso il Dalí Museum. Dalì collaborò una volta a un film d'animazione sperimentale con Walt Disney Il film di Salvador Dalí e Walt Disney Destino è venuto alla luce solo nel 2003, quando Disney ha rilasciato il cortometraggio al pubblico per la prima volta. La realizzazione dello storyboard iniziò nel 1945, ma la seconda guerra mondiale ebbe un forte impatto su Disney, quindi la produzione fu interrotta fino al 1999, quando il nipote di Walt Disney, Roy E. Disney, lo riportò alla luce. Unendo il surrealismo di Dalí al mito del dio del tempo Chronos, l'opera raffigura una storia d'amore tra il dio e una donna di nome Dahlia. Dalí credeva di essere la reincarnazione di suo fratello, anch'egli di nome Salvador Nove mesi prima della nascita di Dalí, suo fratello maggiore Salvador morì a causa di un'infezione allo stomaco. I genitori diedero a Dalí il suo stesso nome e, data la somiglianza inquietante, quando aveva cinque anni e si trovava davanti alla tomba del fratello, gli dissero che era la sua reincarnazione. Queste idee di reincarnazione e i riferimenti al fratello maggiore pervadono le opere di Dalí, suggerendo quanto tutto ciò abbia avuto un grande impatto psicologico su di lui. Per non pagare il conto al ristorante, Dalí faceva dei disegni sul retro degli assegni Dalí non era esattamente un cliente che scappava senza pagare, ma riuscì a evitare diversi conti salati con l'inganno. Dopo aver offerto cene stravaganti per sé e per alcuni amici, compilava un assegno e poi scarabocchiava un disegno sul retro. Poiché nessuno voleva perdere l'occasione di possedere un'opera originale di Dalí, nella maggior parte dei casi i ristoranti non incassavano mai quegli assegni. Dalí non si faceva illusioni sull'arte commerciale Dalí aveva un approccio pratico alla creazione artistica, usando il suo talento per realizzare opere commerciali per grandi marchi in cambio di ingenti somme e pubblicizzando lui stesso dei prodotti in alcuni video. I suoi colleghi artisti lo consideravano un venduto e lo soprannominarono "Avida Dollars", un anagramma del suo nome che significa letteralmente "bramoso di dollari". Tra i suoi successi commerciali più noti figurano i loghi di Chupa Chups e dell'Eurovision 1969, una linea di gioielli e la partecipazione a spot pubblicitari per marchi come Alka Seltzer. E a proposito di arte, se vuoi scoprire alcune delle migliori gallerie d'arte, i musei e tutto il resto, prendi un Paris Attraction Pass e risparmia mentre visiti la città! Dalí aveva gusti stravaganti, anche per quanto riguardava i suoi animali domestici Salvador Dalí possedeva un ocelot di nome Babou, che portava in giro a eventi mondani e ristoranti con un guinzaglio e un collare borchiati. Un episodio famoso avvenne a Manhattan: Dalí portò Babou in un ristorante e, quando un altro cliente si spaventò, lo rassicurò spiegando che il suo ocelot era semplicemente "dipinto con un motivo di op art". Se un ocelot di nome Babou ti suona familiare, è proprio lo stesso nome dell'animale domestico di Cheryl nel cartone animato Archer. Dalí era noto per le sue bizzarrie Dall'arrivare a una conferenza vestito con muta e casco da palombaro (da cui qualcuno dovette liberarlo con una chiave inglese perché stava quasi soffocando) al viaggiare dalla Spagna a Parigi su una Rolls Royce Phantom II piena di cavolfiori, Dalí era rinomato per essere surrealista tanto quanto le sue opere. A un certo punto divenne anche ossessionato da Hitler, arrivando a dipingere una controversa raffigurazione del dittatore che coinvolgeva dei cavalli. Dalí voleva essere espulso dalla scuola d'arte e ottenne ciò che desiderava Dalí fu espulso dalla stessa scuola d'arte non una, ma due volte. Mentre studiava all'Academia de San Fernando, fu accusato di aver incitato una protesta studentesca quando il pittore Daniel Vásquez Díaz non ottenne una cattedra e fu espulso nel 1923. Fu riammesso nel 1926, ma venne cacciato di nuovo quando disse alla commissione che lo stava valutando che nessuno di loro era abbastanza competente per giudicarlo. Dalí era sposato con Gala, incontrata quando lei era già impegnata Elena Ivanovna Diakonova, meglio nota con il soprannome Gala, era inizialmente sposata con il poeta surrealista Paul Eluard; Dalí se ne innamorò follemente non appena la incontrò nel 1929. Eluard e Gala erano noti per avere un matrimonio aperto, ma alla fine lei divorziò per stare con Dalí (con cui ebbe a sua volta un matrimonio aperto). Sebbene Dalí fosse una figura chiave del surrealismo, fu espulso dal movimento surrealista nel 1934 Il suo scontro con André Breton, all'epoca leader del movimento, insieme alla sua glorificazione della Germania di Hitler e alla posizione neutrale nei confronti di Francisco Franco, portarono alla sua espulsione dal gruppo. Tuttavia, continuò a esporre nelle loro mostre. Negli ultimi anni, Dalí perse la capacità di dipingere, cadendo in una profonda depressione All'età di 76 anni, a Dalí fu diagnosticato un disturbo motorio chiamato paralisi che gli rese impossibile dipingere, per non parlare di tenere in mano un pennello. Insieme al suo atteggiamento mutevole e a volte violento verso il matrimonio aperto con Gala, la morte di lei e l'incapacità di creare arte lo lasciarono completamente depresso.
Megan Hills
Panthéon
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Storia di Parigi: curiosità principali sul Panthéon

Scopri fatti incredibili sul Panthéon, la risposta architettonica di Parigi all'antica Roma. È impossibile non notare il Panthéon nel V arrondissement, con la sua cupola imponente e le colonne in stile romano che offrono uno scenario mozzafiato tra gli edifici parigini. Legate a doppio filo alla tumultuosa storia di Parigi e alle più grandi icone della Francia, le sue sale elaborate sono sempre piene di turisti in cerca di un tuffo nel passato. Continua a leggere per scoprire alcune curiosità interessanti sul Panthéon di Parigi. Nessuna donna è stata sepolta nel Panthéon fino al 1995 La sepoltura nel Panthéon era un modo per celebrare la vita di personalità francesi di spicco, tuttavia questo onore era inizialmente limitato solo agli uomini. Solo nel 1995 il Panthéon ha rotto la tradizione, accogliendo nelle sue sale consacrate la fisica e chimica Marie Curie per i suoi contributi allo studio della radioattività. Anche suo marito, il fisico Pierre Curie, è sepolto nel Panthéon. Molti famosi scrittori francesi sono sepolti nel Panthéon L'amore della Francia per l'arte e la cultura si riflette chiaramente negli illustri residenti del Panthéon, tra le cui mura riposano molti scrittori, filosofi e registi. Tra questi figurano Victor Hugo, celebre autore de I miserabili e Il gobbo di Notre Dame, Alexandre Dumas, Jean Jacques Rousseau, Voltaire ed Émile Zola. Il Panthéon offre una delle migliori viste su Parigi Avvicinati a una delle Panthéon's guide e chiedi di salire sulla sua imponente cupola, che vanta un'incredibile vista sulla Ville Lumière. Porta la macchina fotografica e lascia i tacchi a casa: la salita è ripida. Il Panthéon di Parigi è modellato su quello di Roma Il Panthéon è una struttura mozzafiato e la sua facciata neoclassica contrasta nettamente con il panorama francese, richiamando alla mente visioni dell'antica Roma piuttosto che la tipica sensibilità francese. La differenza più evidente tra i due è che gli architetti francesi vi hanno aggiunto una gigantesca cupola a guglia. Inizialmente, il Panthéon era una chiesa Quando fu progettato, il Panthéon doveva essere una chiesa costruita per onorare santa Genoveffa, una santa che si dice abbia salvato Parigi grazie alla preghiera collettiva, e le sue reliquie. Fu commissionato dal re Luigi XV per sostituire una chiesa precedentemente in rovina. 💰 >> Scopri come puoi save up to 50% sulle attrazioni di Parigi Dopo la Rivoluzione francese, la funzione del Panthéon cambiò Nato come progetto del re Luigi XV, il Panthéon era un simbolo della monarchia. Dopo la Rivoluzione francese, il nuovo governo lo trasformò in un luogo per onorare illustri cittadini francesi e coloro che erano morti combattendo per il nuovo capitolo della storia di Francia. Il Panthéon è una combinazione di architettura neoclassica e gotica L'architetto Jacques-Germain Soufflot intraprese un progetto ambizioso con il Panthéon. I suoi esterni neoclassici si ispirano all'antica architettura romana, mentre i suoi interni imponenti e scenografici sono innegabilmente in stile gotico francese. Sebbene non sia del tutto fedele alla visione di Soufflot, che morì prima del completamento dell'opera, l'edificio attinge ancora molto dai suoi disegni originali. Sulle figure scolpite della facciata del Panthéon si trova un'iscrizione L'iscrizione francese recita "AUX GRANDS HOMMES LA PATRIE RECONNAISSANTE", che si traduce in "Ai grandi uomini, la patria riconoscente". Il Panthéon è ricco di opere d'arte straordinarie Con affreschi, mosaici e dipinti che raffigurano Santa Genoveffa, momenti chiave della storia francese e scene della rivoluzione, il Panthéon vanta una splendida collezione d'arte che potrebbe far invidia a molti musei. Altri fatti interessanti sul Panthéon di Parigi Il Panthéon si trova nel Quartiere Latino di Parigi, che ospita anche la prestigiosa università Sorbona.   Il sito era originariamente occupato dall'abbazia di Santa Genoveffa, costruita da Clodoveo, il primo re dei Franchi, nel 508.   Jacques-Germain Soufflot, l'architetto del Panthéon, fu fortemente influenzato dal periodo trascorso a Roma e dall'architettura neoclassica locale.   La cupola del Panthéon è stata modellata sul Tempietto del Bramante, un piccolo ma influente tempio situato a Roma.   Le dimensioni del Panthéon sono 110 metri di lunghezza e 84 metri di larghezza, con una cupola che raggiunge gli 83 metri di altezza.   La costruzione del Panthéon iniziò nel 1757 ma, a causa di problemi finanziari, ci vollero 34 anni per completarla.   Il design del Panthéon presenta una pianta a croce greca e una grande cupola con tre calotte sovrapposte, rinforzate con ferro per consolidare la struttura.   La cripta del Panthéon copre l'intera superficie dell'edificio ed è il luogo di sepoltura di celebri personaggi francesi, come Jean Monnet e Marie e Pierre Curie.   L'edificio ha subito diverse trasformazioni, fungendo da chiesa e mausoleo in epoche differenti; dal 1885 è un edificio civico.   Le visite guidate del Panthéon durano circa 45 minuti e offrono ai visitatori approfondimenti sulla sua storia e architettura. 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Megan Hills
Visita guidata fino al 2° piano della Torre Eiffel
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