Tutto quello che devi sapere su The Paris Pass®

Dalla Torre Eiffel a Montmartre e un’infinità di musei: The Paris Pass è la chiave per scoprire il meglio della Ville Lumière, risparmiando tempo e denaro.

Data di pubblicazione: 11 agosto 2025
paris pass

In viaggio verso Parigi? Ti aspettano baguette, boulevard e panorami mozzafiato! Che sia la tua prima volta e sogni il Louvre, o che tu sia un esploratore esperto in cerca di catacombe e tesori nascosti, The Paris Pass rende tutto semplicissimo. 

Dimentica di dover gestire decine di biglietti: questo pass digitale tutto incluso ti permette di accedere a oltre 45 attrazioni, tour ed esperienze principali in tutta la città. Oui, è proprio così fantastico come sembra. 

Scopriamo insieme come funziona The Paris Pass, cosa è incluso e come ottenere il massimo dalla tua vacanza a Parigi. Allons-y! 

Come funziona The Paris Pass? 

In poche parole, è il tuo asso nella manica per visitare la città. The Paris Pass è un pass digitale multi-attrazione che ti offre l'ingresso a un'ampia gamma di luoghi iconici. 

Scegli per quanti giorni consecutivi vuoi che duri il pass (due, tre, quattro o sei) e poi visita tutte le attrazioni incluse che desideri in quel periodo di tempo. Se scegli il Paris Pass Plus, riceverai anche un Paris Museum Pass e potrai visitare ancora più musei principali di Parigi! 

Include monumenti imperdibili, musei, crociere sul fiume, tour e persino un biglietto di un giorno per l'autobus Hop-On Hop-Off per aiutarti a orientarti con stile.

Acquisto e attivazione del pass

Schermata iniziale dell'app The Paris Pass®
  1. Acquista online – prendi il tuo pass su the official Paris Pass site o sull'app di Go City® per l'offerta migliore e per accedere all'assistenza clienti completa.

  1. Scarica l'app di Go City – il tuo pass si trova qui! Usa il link contenuto nell'email di conferma per aggiungerlo all'app, visualizzare le attrazioni e trovare tutte le informazioni necessarie.

  1. Attivalo quando vuoi – il tuo pass si attiva solo nel momento in cui viene scansionato presso la prima attrazione. Quindi puoi acquistare ora e pianificare in seguito.

Usare il pass durante il giorno

Usare il tuo Paris Pass è très simple. Ti basterà mostrare il telefono all'ingresso di ogni attrazione per la scansione. Voilà!

Consiglio utile: salva le tue attrazioni preferite nell'app e controlla se è necessaria la prenotazione prima di andare. Non vorrai mica perdere quel corso di cucina per i macaron perché i posti sono finiti!

Cosa include The Paris Pass?

Collage delle attrazioni di Paris Pass
  • Arte e cultura – entra nel museo più visitato al mondo, il The Louvre, dove ti attendono capolavori come la Gioconda, poi dirigiti al the Musée d’Orsay per ammirare altre opere d'arte straordinarie.

  • Tour, attività e altro ancora – il tuo pass sblocca anche una vasta gamma di tour a piedi, giri in bicicletta e persino esperienze fotografiche: l'ideale per aggiungere un tocco di divertimento e varietà al tuo itinerario parigino.

Con così tante inclusioni, The Paris Pass rende facile scoprire Parigi da ogni angolazione, risparmiando molto durante il viaggio.

How can The Paris Pass help you plan your trip?

itinerario per un viaggio a Parigi

Parigi è piena di attrazioni incredibili, ma tra cambi di metropolitana, attraversamenti del fiume e così tante cose da vedere, è facile perdere ore preziose attraversando la città da una parte all'altra. Raggruppa le attrazioni per zona: ad esempio, trascorri una giornata intorno alla Torre Eiffel e agli Champs-Élysées, un'altra esplorando il Louvre e l'Île de la Cité, oppure vai a Versailles per un'avventura di un'intera giornata. In questo modo, passerai più tempo a goderti Parigi e meno tempo sui mezzi di trasporto.

Pianificare non fa per te? Nessun problema, ti capiamo. Our free trip planning tool fa il lavoro duro al posto tuo. Ti basta scegliere le attrazioni che vuoi vedere e quanti giorni hai a disposizione, e lui creerà un itinerario personalizzato, traccerà i percorsi migliori e memorizzerà tutti i dettagli delle attrazioni in un unico posto. Comodo, no?

Vale la pena acquistare The Paris Pass®?

Assolutamente sì, se vuoi vedere di più spendendo meno. Con le attrazioni principali che costano facilmente tra i 20 € e i 50 € l'una, visitarne anche solo due o tre al giorno può far lievitare i costi rapidamente. The Paris Pass rende semplice raggruppare tutte queste visite in un unico acquisto conveniente.

Per esempio, in un solo giorno potresti goderti:

  • Salita guidata sulla Torre Eiffel (39 €)
  • Tour di 1 giorno sul Big Bus Hop-On Hop-Off (49 €)
  • Degustazione di vini a Les Caves du Louvre (36 €)

Si tratta di 124 € di biglietti in un solo giorno, mentre un pass di 1 giorno per Parigi costa 89 €: risparmieresti quindi 35 €, ovvero circa il 28%. *

*prezzi aggiornati al 6 agosto 2025

Hai ancora energia per altre tappe? O forse preferisci sederti e gustare un croque-monsieur offerto da noi? Il tuo risparmio non farà che aumentare!

Qual è il vantaggio principale di The Paris Pass®?

Oltre al risparmio (che ovviamente amiamo), tutto sta nella semplicità e nella flessibilità.


Con The Paris Pass:

  • Tieni tutto in un'unica app: niente biglietti cartacei, niente stress
  • Accedi a tour selezionati ed esperienze uniche

  • Esplora al tuo ritmo

  • Scopri luoghi che non avresti pensato di visitare altrimenti


In sostanza, è il tuo viaggio a Parigi... solo più fluido e divertente.

C'è un limite per The Paris Pass?

Non c'è limite al numero di attrazioni che puoi visitare in un giorno, ma c'è un limite di valore massimo basato sulla durata del pass. Ad esempio, il pass di 3 giorni per adulti ha un limite di utilizzo di circa 460 €+.

Non farti prendere dal panico: dovresti essere davvero molto ambizioso per raggiungerlo.

Consigli e trucchi per sfruttare al meglio il tuo pass per Parigi

1. Pianifica le tappe imperdibili

Dai la priorità ai luoghi dei tuoi sogni e prenota in anticipo tutto ciò che richiede una prenotazione.

2. Inizia presto

Parigi si sveglia tardi, ma tu non fare lo stesso. Più ore = più attrazioni.

3. Usa la mappa dell'app

Guarda cosa c'è nelle vicinanze e raggruppa le attrazioni per zona (per esempio, dedica una giornata al Marais!).

4. Combina diverse esperienze

Monumenti iconici + esperienze particolari = giornate memorabili.

5. Lascia spazio alla spontaneità

Sì, stai risparmiando, ma non dimenticare di fare una sosta per un croissant o per un artista di strada lungo il percorso.

6. Ricorda, è una questione di numeri!

Più vedi, più risparmi: con The Paris Pass è semplicissimo!

Prenotazione obbligatoria? Nessun problema!

Alcune delle principali attrazioni di Parigi richiedono la prenotazione, ma non preoccuparti: prenotare è facile tramite l'app di Go City e troverai lì tutte le informazioni necessarie.

Trustpilot review

Trustpilot review left on September 18, 2026

Trustpilot review left on September 1, 2026

What’s the main advantage of The Paris Pass? 

Apart from savings (which we obviously love), it’s all about ease and flexibility. 

With The Paris Pass, you: 

  • Keep everything in one app – no paper tickets, no fuss 
  • Access curated tours and unique experiences 

  • Explore at your own pace 

  • Discover places you wouldn’t have thought to visit otherwise 


Basically, it’s your Paris trip… just smoother and more fun. 

Tips and tricks to make the most of your Paris Pass 

1. Plan your must-sees 

Prioritise your dream spots and book ahead for anything that needs reservations. 

2. Start early 

Paris sleeps in, but don’t you do the same. More hours = more sights. 

3. Use the app map 

See what’s nearby and group attractions by area (hello, Marais day!). 

4. Mix and match 

Iconic landmarks + quirky experiences = the most memorable days. 

5. Leave space for spontaneity  

Yes, you’re saving, but don’t forget to pause for a croissant or street performance en route.  

6. Remember, it’s a numbers game! 

The more you see, the more you save – with The Paris Pass, it’s that simple! 

In sintesi

The Paris Pass® rende la tua visita turistica un'esperienza senza intoppi. Che tu stia scattando selfie al Sacré-Cœur, passeggiando per musei di fama mondiale o sorseggiando Bordeaux in una cantina del XVII secolo, potrai fare di più spendendo meno.

Quindi prepara le scarpe più comode che hai, carica il telefono e preparati a innamorarti di Parigi (e del tuo pass).

Ti è piaciuto questo articolo?

Dai un'occhiata a top travel apps to save you time and money o read our guide to the Best Walking Tours in Paris!

Migliora la tua esperienza turistica con The Paris Pass®.. Ti aiutiamo a esplorare facilmente il meglio che la città ha da offrire: parliamo delle attrazioni principali, di gemme nascoste e tour locali, tutto a un prezzo ridotto. Inoltre, avrai un risparmio garantito rispetto all'acquisto dei singoli biglietti per le attrazioni.

Vedi di più, fai di più e vivi più esperienze con The Paris Pass®: ti basta choose a pass per iniziare!

Alice Padfield
Alice Padfield
Content Manager

Alice is a copywriter in the Content team at Go City®, where she combines her love for travel, literature, food and theatre to craft inspiring content for cultural explorers. From blog articles to TikToks, she creates engaging stories that help travellers uncover hidden gems and must-see spots in every city. Passionate about exploring new destinations, Alice shares her discoveries to help others curate unforgettable itineraries.

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Tutto quello che c’è da sapere su Salvador Dalí, prestigiatore dell'assurdo

Prestigiatore dell'assurdo, demiurgo di mondi paradossali e padre del surrealismo, Salvador Dalí ha sempre fatto parlare di sé per le sue bizzarrie, le sue provocazioni, il suo sguardo stralunato, le sue manie e il suo spropositato egotismo. Tra i più innovativi e influenti artisti del Novecento, nonché uno dei personaggi più eclettici di tutti i tempi, Dalí fece della propria vita la più surrealista delle opere. Dall'avversione verso l'ordinarietà all’ossessione per l’onanismo, scopri tutto quello che c’è da sapere su Salvador Dalí. Terrore della mediocrità Dalí era terrorizzato dalla mediocrità, dalla noia e da tutto ciò che fosse ordinario. Da qui scaturisce la sua necessità di dare continuamente spettacolo, fino a diventare maestro dell'arte dell'esagerazione. Dalí necessitava di essere stimolato visivamente in continuazione, anche attraverso la scelta di indumenti, look e accessori sopra le righe, sia suoi che altrui. La sua cerchia di amici sembrava provenire da una parata circense. Nel 1936 si presentò all'International Surrealist Exhibition di Londra con due levrieri al guinzaglio e un improbabile scafandro da palombaro, per “dimostrare di immergersi a fondo nella mente umana”. Nel 1955 andò a Parigi sulla sua Rolls Royce bianca portando con sé mezza tonnellata di cavolfiori, semplicemente perché, a suo dire, attratto dalla “curva logaritmica” dell’ortaggio. Iconici baffi all’insù Oltre che per le sue doti artistiche, Dalí è noto per la sua personalità eccentrica e per il suo look fuori dagli schemi. Ancora oggi il suo iconico paio di baffi all’insù è il suo trademark e segno di riconoscimento più immediato. Cifra inconfondibile dell’estetica daliniana, i baffi con le punte alle estremità arricciate si dice che siano ispirati a quelli del pittore sivigliano Diego Velázquez. Dalí dichiarò più volte che i suoi famosi baffi fossero in realtà antenne con cui poteva ricevere segnali alieni. Il teatro dell'assurdo. La serie TV spagnola La casa di carta, diventata un vero e proprio cult negli ultimi anni, ha riportato in auge l’immagine del grande artista catalano con gli iconici baffi arricciati, che i protagonisti indossano come maschera. Reincarnazione del fratello maggiore Salvador Dalí venne al mondo l'11 maggio 1904 a Figueres, una pittoresca cittadina catalana nella provincia di Girona, non lontano dal confine con la Francia. Suo fratello maggiore, anch'egli di nome Salvador, morì prematuramente di meningite qualche mese prima della sua nascita. L’artista si convinse di esserne la reincarnazione. Studente ribelle Nel 1923 Salvador Dalí fu accusato di aver organizzato una protesta all'Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, finita con l'intervento delle forze dell’ordine. In seguito, dopo aver affermato che nessuno all’interno dell’accademia fosse abbastanza competente da poter giudicare la sua arte, venne espulso nel 1926. Ispirazione da Picasso Dopo l’espulsione dall’Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, Dalí si recò per la prima volta a Parigi, dove fece la conoscenza di Pablo Picasso, la cui arte lo influenzò assai negli anni successivi. Lo dimostrano le opere astratte Figura cubista e Accademia neo-cubista, entrambe realizzate nel 1926. Espulsione dal movimento surrealista Per la prima volta dopo l’impressionismo, Salvador Dalí aveva introdotto un nuovo modo di intendere la realtà, enfatizzando la dimensione onirica. Surrealista per antonomasia, al punto da arrivare ad affermare "il surrealismo sono io", il genio catalano fu, però, espulso dal movimento capitanato da André Breton nel 1934 quando si rifiutò di prendere posizioni politiche nette contro Hitler e Francisco Franco. Al fine di denigrarlo, da allora i surrealisti parlarono di lui solo al passato remoto, alla stregua di un defunto, e inventarono il famoso anagramma del suo nome che lo avrebbe inchiodato alla sua cupidigia, Avida Dollars. Talento poliedrico Il grande maestro catalano non si è limitato alla sola pittura. È stato anche un abile scultore, illustratore, scrittore, fotografo, grafico, cineasta, designer, scenografo, sceneggiatore e stilista. Produsse 1500 opere tra dipinti, illustrazioni, litografie, incisioni, acquerelli, scenografie, olografie e sculture. Le più vaste collezioni di sue opere si trovano al Teatro-Museo Dalí di Figueres, in Spagna, al museo Dalí Paris di Parigi e al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, negli Stati Uniti. Collaborò con artisti di ogni settore, tra cui il regista surrealista Luis Buñuel per la realizzazione del rivoluzionario cortometraggio Un chien andalou nel 1929. Strinse un sodalizio anche con le più grandi maison di moda di quei tempi, tra cui Elsa Schiaparelli, con cui creò accessori eccentrici, come il celebre cappello a forma di scarpa. Volteggiò leggiadro anche nel settore della grafica. Fu proprio lui a ideare il logo dei Chupa Chups. Davvero. Nel campo del design, invece, realizzò una serie di dissacranti creazioni divenute virali, come il divano a forma di labbra giganti e il telefono con un’aragosta al posto della cornetta. Uova e pachidermi Molte opere di Dalí sono accomunate dalla presenza di pachidermi, personaggi particolarmente cari all’artista spagnolo, spesso rappresentati con strutture simili a obelischi sul dorso, con richiamo a un’opera di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma, l’Obelisco della Minerva. Gli elefanti di Dalí sono, però, carichi di un simbolismo che si discosta nettamente dalla tradizione. Laddove il grande mammifero viene in genere associato a un’idea di forza e potenza, nelle opere del pittore catalano la monumentalità del pachiderma viene ridimensionata con l’inserimento di zampe esageratamente lunghe e sottili, che creano un senso di fragilità, squilibrio, instabilità e precarietà in stridente contrasto con la tradizionale immagine di un pachiderma. Un altro simbolo ricorrente nelle opere di Dalí è l’uovo, collegato a immagini prenatali e all’universo intrauterino, a simboleggiare forse un senso di speranza. Paesaggi desertici Un altro elemento ricorrente nelle opere di Dalí sono i paesaggi della sua infanzia, contraddistinti perlopiù da altopiani desertici, campi e distese assolate. Li troviamo a fare da sfondo alla maggior parte delle sue opere più celebri, tra cui: La persistenza della memoria, esposta al MoMA di New York; Il volto della guerra, un’opera prodotta negli anni Quaranta ed ora esposta al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, nei Paesi Bassi, raffigurante un volto scheletrico dalla pelle scura, corrugato da una smorfia di dolore, dai cui zigomi spuntano inquietanti serpenti e nelle cui orbite e nella bocca sono allocati dei teschi; La tentazione di Sant’Antonio, conservata presso i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles, La disintegrazione della persistenza della memoria, conservata al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida; Morbida costruzione con fagioli bolliti, conservata nel Philadelphia Museum of Art, in Pennsylvania. La villa Casa Ter, nell’estremità orientale della Catalogna, evoca in maniera evidente i paesaggi che popolano le opere surrealiste di Salvador Dalí. Legame intenso e complesso con la moglie Gala Nel 1934 Dalí sposò Gala, il cui vero nome era Elena Dmitrievna D’jakonova, una donna riservata, scaltra e intuitiva, nata a Kazan', in Russia, nel 1894. Dapprima sposa del poeta francese Paul Éluard e amante del pittore dadaista Max Ernst, Gala divenne subito indispensabile per Dalí. La donna era riverita e profondamente amata dal pittore spagnolo, che nei suoi confronti maturò una dipendenza simile a quella di un infante con la figura materna. Quando lei non c’era, lo assalivano violente, destabilizzanti crisi d’ansia. Questo aspetto, oltre a riflettersi sulla sua produzione artistica, dà un ritratto che alla genialità dell’artista contrappone limiti umani. Si conobbero nel 1929 e Gala divenne subito la sua amante e poi compagna, moglie, musa, dea e complice, nonché dispotica agente, manager e mercante d'arte. Diseredazione Dalí fu diseredato dal padre, che non accettò la relazione del figlio con una donna di origini russe, divorziata, di dieci anni più grande e madre di una figlia, Cécile, avuta con un altro uomo. In tutta risposta, l’artista, intenzionato a tagliare definitivamente i ponti con la famiglia di origine, porse al padre un preservativo con il suo sperma dicendogli “Tieni, ora non ti devo più nulla!”. Animali da compagnia come opere d’arte Foto d'epoca ritraggono Dalí a spasso per la Ville Lumière con al guinzaglio un formichiere. L'artista, eccentrico quanto versatile, non poteva certo accontentarsi di un comune animale domestico, come un cane, un gatto o un pesce rosso. Non stupisce che negli anni Sessanta adottò un ocelot colombiano, detto anche leopardo nano, simile nell’aspetto a un gatto ma la cui pelliccia ricorda quella di un giaguaro. A lungo l’istrionico artista spagnolo presenziò a eventi pubblici in compagnia del felino al guinzaglio, con un collare tempestato di diamanti. Matrimonio spirituale con Amanda Lear Nel 1965 a Parigi, in un locale di Rue Princesse chiamato Le Castel, Dalí conobbe Amanda Lear, una giovane studentessa e indossatrice franco-britannica. La giovane diventò per lui una musa da proteggere e trasfigurare nei suoi dipinti. Pare che fu proprio lui a suggerirle di sfruttare a fini pubblicitari il suo fisico androgino, inusuale rispetto ai canoni di bellezza in voga all’epoca, e alimentare deliberatamente le dicerie che la volevano essere una donna transgender, al fine di suscitare curiosità e aumentare le vendite dei suoi album agli esordi della carriera da musicista. Tra loro si creò una stupefacente affinità, che la stessa Lear definì un matrimonio spirituale che durò una quindicina di anni. Ossessione per l’autoerotismo Una delle opere daliniane più intense e geniali, benché tra le più deliranti, si chiama Il grande masturbatore. Appartiene a una serie di pezzi di estremo potere allucinatorio, realizzati a cavallo tra gli anni Venti e Trenta. Pare che l’artista preferisse l’autoerotismo, il voyeurismo e il triolismo al contatto fisico diretto con le donne, per via, a dire di molti, del terrore di contrarre malattie veneree. C’è, invece, chi dice che la sua fosse solo omosessualità latente o repressa. Pare anche che l’artista fosse perseguitato dalla paura di impazzire, forse a causa di disturbi psichiatrici di cui soffrirono suo nonno e uno zio. Forti stati depressivi Negli anni Ottanta Dalí fu costretto a ritirarsi dal mondo della pittura a causa di una grave forma di morbo di Parkinson che gli causava problemi di mobilità e forti tremori agli arti, impedendogli di impugnare e reggere un pennello o qualsiasi altro arnese. L’impossibilità di esprimere la propria creatività lo fece sprofondare in un vortice di rabbia e sconforto, ulteriormente inasprito dalla perdita della moglie Gala nel 1982. L’artista spagnolo fece ritorno alla sua cittadina natale, dove le sue condizioni di salute peggiorarono progressivamente fino al decesso il 23 gennaio 1989 all’età di 84 anni per insufficienza cardiaca mentre ascoltava Tristano e Isotta di Wagner. Visita il museo Dalí Paris con Go City Al tuo pass Go City puoi aggiungere l’ingresso al museo Dalí Paris, insieme a una vasta gamma di altre attrazioni, attività ed esperienze, a un prezzo vantaggioso.
Jessica Maggi
Jessica Maggi

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