Tutto quello che c’è da sapere su Salvador Dalí, prestigiatore dell'assurdo

Data di pubblicazione: 17 luglio 2024

Prestigiatore dell'assurdo, demiurgo di mondi paradossali e padre del surrealismo, Salvador Dalí ha sempre fatto parlare di sé per le sue bizzarrie, le sue provocazioni, il suo sguardo stralunato, le sue manie e il suo spropositato egotismo. Tra i più innovativi e influenti artisti del Novecento, nonché uno dei personaggi più eclettici di tutti i tempi, Dalí fece della propria vita la più surrealista delle opere. Dall'avversione verso l'ordinarietà all’ossessione per l’onanismo, scopri tutto quello che c’è da sapere su Salvador Dalí.

Terrore della mediocrità

Dalí era terrorizzato dalla mediocrità, dalla noia e da tutto ciò che fosse ordinario. Da qui scaturisce la sua necessità di dare continuamente spettacolo, fino a diventare maestro dell'arte dell'esagerazione. Dalí necessitava di essere stimolato visivamente in continuazione, anche attraverso la scelta di indumenti, look e accessori sopra le righe, sia suoi che altrui. La sua cerchia di amici sembrava provenire da una parata circense.

Nel 1936 si presentò all'International Surrealist Exhibition di Londra con due levrieri al guinzaglio e un improbabile scafandro da palombaro, per “dimostrare di immergersi a fondo nella mente umana”. Nel 1955 andò a Parigi sulla sua Rolls Royce bianca portando con sé mezza tonnellata di cavolfiori, semplicemente perché, a suo dire, attratto dalla “curva logaritmica” dell’ortaggio.

Iconici baffi all’insù

Oltre che per le sue doti artistiche, Dalí è noto per la sua personalità eccentrica e per il suo look fuori dagli schemi. Ancora oggi il suo iconico paio di baffi all’insù è il suo trademark e segno di riconoscimento più immediato.

Cifra inconfondibile dell’estetica daliniana, i baffi con le punte alle estremità arricciate si dice che siano ispirati a quelli del pittore sivigliano Diego Velázquez. Dalí dichiarò più volte che i suoi famosi baffi fossero in realtà antenne con cui poteva ricevere segnali alieni. Il teatro dell'assurdo.

La serie TV spagnola La casa di carta, diventata un vero e proprio cult negli ultimi anni, ha riportato in auge l’immagine del grande artista catalano con gli iconici baffi arricciati, che i protagonisti indossano come maschera.

Reincarnazione del fratello maggiore

Salvador Dalí venne al mondo l'11 maggio 1904 a Figueres, una pittoresca cittadina catalana nella provincia di Girona, non lontano dal confine con la Francia. Suo fratello maggiore, anch'egli di nome Salvador, morì prematuramente di meningite qualche mese prima della sua nascita. L’artista si convinse di esserne la reincarnazione.

Studente ribelle

Nel 1923 Salvador Dalí fu accusato di aver organizzato una protesta all'Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, finita con l'intervento delle forze dell’ordine. In seguito, dopo aver affermato che nessuno all’interno dell’accademia fosse abbastanza competente da poter giudicare la sua arte, venne espulso nel 1926.

Ispirazione da Picasso

Dopo l’espulsione dall’Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, Dalí si recò per la prima volta a Parigi, dove fece la conoscenza di Pablo Picasso, la cui arte lo influenzò assai negli anni successivi. Lo dimostrano le opere astratte Figura cubista e Accademia neo-cubista, entrambe realizzate nel 1926.

Espulsione dal movimento surrealista

Per la prima volta dopo l’impressionismo, Salvador Dalí aveva introdotto un nuovo modo di intendere la realtà, enfatizzando la dimensione onirica. Surrealista per antonomasia, al punto da arrivare ad affermare "il surrealismo sono io", il genio catalano fu, però, espulso dal movimento capitanato da André Breton nel 1934 quando si rifiutò di prendere posizioni politiche nette contro Hitler e Francisco Franco. Al fine di denigrarlo, da allora i surrealisti parlarono di lui solo al passato remoto, alla stregua di un defunto, e inventarono il famoso anagramma del suo nome che lo avrebbe inchiodato alla sua cupidigia, Avida Dollars.

Talento poliedrico

Il grande maestro catalano non si è limitato alla sola pittura. È stato anche un abile scultore, illustratore, scrittore, fotografo, grafico, cineasta, designer, scenografo, sceneggiatore e stilista.

Produsse 1500 opere tra dipinti, illustrazioni, litografie, incisioni, acquerelli, scenografie, olografie e sculture. Le più vaste collezioni di sue opere si trovano al Teatro-Museo Dalí di Figueres, in Spagna, al museo Dalí Paris di Parigi e al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, negli Stati Uniti.

Collaborò con artisti di ogni settore, tra cui il regista surrealista Luis Buñuel per la realizzazione del rivoluzionario cortometraggio Un chien andalou nel 1929. Strinse un sodalizio anche con le più grandi maison di moda di quei tempi, tra cui Elsa Schiaparelli, con cui creò accessori eccentrici, come il celebre cappello a forma di scarpa.

Volteggiò leggiadro anche nel settore della grafica. Fu proprio lui a ideare il logo dei Chupa Chups. Davvero. Nel campo del design, invece, realizzò una serie di dissacranti creazioni divenute virali, come il divano a forma di labbra giganti e il telefono con un’aragosta al posto della cornetta.

Uova e pachidermi

Molte opere di Dalí sono accomunate dalla presenza di pachidermi, personaggi particolarmente cari all’artista spagnolo, spesso rappresentati con strutture simili a obelischi sul dorso, con richiamo a un’opera di Gian Lorenzo Bernini che si trova a Roma, l’Obelisco della Minerva. Gli elefanti di Dalí sono, però, carichi di un simbolismo che si discosta nettamente dalla tradizione. Laddove il grande mammifero viene in genere associato a un’idea di forza e potenza, nelle opere del pittore catalano la monumentalità del pachiderma viene ridimensionata con l’inserimento di zampe esageratamente lunghe e sottili, che creano un senso di fragilità, squilibrio, instabilità e precarietà in stridente contrasto con la tradizionale immagine di un pachiderma.

Un altro simbolo ricorrente nelle opere di Dalí è l’uovo, collegato a immagini prenatali e all’universo intrauterino, a simboleggiare forse un senso di speranza.

Paesaggi desertici

Un altro elemento ricorrente nelle opere di Dalí sono i paesaggi della sua infanzia, contraddistinti perlopiù da altopiani desertici, campi e distese assolate. Li troviamo a fare da sfondo alla maggior parte delle sue opere più celebri, tra cui:

  • La persistenza della memoria, esposta al MoMA di New York;
  • Il volto della guerra, un’opera prodotta negli anni Quaranta ed ora esposta al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, nei Paesi Bassi, raffigurante un volto scheletrico dalla pelle scura, corrugato da una smorfia di dolore, dai cui zigomi spuntano inquietanti serpenti e nelle cui orbite e nella bocca sono allocati dei teschi;
  • La tentazione di Sant’Antonio, conservata presso i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles,
  • La disintegrazione della persistenza della memoria, conservata al Salvador Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida;
  • Morbida costruzione con fagioli bolliti, conservata nel Philadelphia Museum of Art, in Pennsylvania.

La villa Casa Ter, nell’estremità orientale della Catalogna, evoca in maniera evidente i paesaggi che popolano le opere surrealiste di Salvador Dalí.

Legame intenso e complesso con la moglie Gala

Nel 1934 Dalí sposò Gala, il cui vero nome era Elena Dmitrievna D’jakonova, una donna riservata, scaltra e intuitiva, nata a Kazan', in Russia, nel 1894. Dapprima sposa del poeta francese Paul Éluard e amante del pittore dadaista Max Ernst, Gala divenne subito indispensabile per Dalí.

La donna era riverita e profondamente amata dal pittore spagnolo, che nei suoi confronti maturò una dipendenza simile a quella di un infante con la figura materna. Quando lei non c’era, lo assalivano violente, destabilizzanti crisi d’ansia. Questo aspetto, oltre a riflettersi sulla sua produzione artistica, dà un ritratto che alla genialità dell’artista contrappone limiti umani.

Si conobbero nel 1929 e Gala divenne subito la sua amante e poi compagna, moglie, musa, dea e complice, nonché dispotica agente, manager e mercante d'arte.

Diseredazione

Dalí fu diseredato dal padre, che non accettò la relazione del figlio con una donna di origini russe, divorziata, di dieci anni più grande e madre di una figlia, Cécile, avuta con un altro uomo. In tutta risposta, l’artista, intenzionato a tagliare definitivamente i ponti con la famiglia di origine, porse al padre un preservativo con il suo sperma dicendogli “Tieni, ora non ti devo più nulla!”.

Animali da compagnia come opere d’arte

Foto d'epoca ritraggono Dalí a spasso per la Ville Lumière con al guinzaglio un formichiere. L'artista, eccentrico quanto versatile, non poteva certo accontentarsi di un comune animale domestico, come un cane, un gatto o un pesce rosso. Non stupisce che negli anni Sessanta adottò un ocelot colombiano, detto anche leopardo nano, simile nell’aspetto a un gatto ma la cui pelliccia ricorda quella di un giaguaro. A lungo l’istrionico artista spagnolo presenziò a eventi pubblici in compagnia del felino al guinzaglio, con un collare tempestato di diamanti.

Matrimonio spirituale con Amanda Lear

Nel 1965 a Parigi, in un locale di Rue Princesse chiamato Le Castel, Dalí conobbe Amanda Lear, una giovane studentessa e indossatrice franco-britannica. La giovane diventò per lui una musa da proteggere e trasfigurare nei suoi dipinti.

Pare che fu proprio lui a suggerirle di sfruttare a fini pubblicitari il suo fisico androgino, inusuale rispetto ai canoni di bellezza in voga all’epoca, e alimentare deliberatamente le dicerie che la volevano essere una donna transgender, al fine di suscitare curiosità e aumentare le vendite dei suoi album agli esordi della carriera da musicista. Tra loro si creò una stupefacente affinità, che la stessa Lear definì un matrimonio spirituale che durò una quindicina di anni.

Ossessione per l’autoerotismo

Una delle opere daliniane più intense e geniali, benché tra le più deliranti, si chiama Il grande masturbatore. Appartiene a una serie di pezzi di estremo potere allucinatorio, realizzati a cavallo tra gli anni Venti e Trenta. Pare che l’artista preferisse l’autoerotismo, il voyeurismo e il triolismo al contatto fisico diretto con le donne, per via, a dire di molti, del terrore di contrarre malattie veneree. C’è, invece, chi dice che la sua fosse solo omosessualità latente o repressa.

Pare anche che l’artista fosse perseguitato dalla paura di impazzire, forse a causa di disturbi psichiatrici di cui soffrirono suo nonno e uno zio.

Forti stati depressivi

Negli anni Ottanta Dalí fu costretto a ritirarsi dal mondo della pittura a causa di una grave forma di morbo di Parkinson che gli causava problemi di mobilità e forti tremori agli arti, impedendogli di impugnare e reggere un pennello o qualsiasi altro arnese. L’impossibilità di esprimere la propria creatività lo fece sprofondare in un vortice di rabbia e sconforto, ulteriormente inasprito dalla perdita della moglie Gala nel 1982. L’artista spagnolo fece ritorno alla sua cittadina natale, dove le sue condizioni di salute peggiorarono progressivamente fino al decesso il 23 gennaio 1989 all’età di 84 anni per insufficienza cardiaca mentre ascoltava Tristano e Isotta di Wagner.

Visita il museo Dalí Paris con Go City

Al tuo pass Go City puoi aggiungere l’ingresso al museo Dalí Paris, insieme a una vasta gamma di altre attrazioni, attività ed esperienze, a un prezzo vantaggioso.

Jessica Maggi
Jessica Maggi
Scrittore/trice di viaggio freelance

Jessica è una copywriter freelance, molto mattiniera, un po’ stramba e oltremodo germofobica. Nel 2011 ha profeticamente lasciato un posto a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura e, nel corso degli anni, ha avuto l’onore di collaborare con grandi nomi del calibro di Indeed, Furla, WeRoad, Berlitz, Grazia e MUSE Magazine. Si divide tra l’alto cremasco e le Alpi Orobiche e, quando non lavora, sicuramente la trovi che fa decluttering dell’armadio, si diletta ai fornelli o si inerpica ad alta quota con il suo beneamato loppide.

Genera il tuo itinerario personalizzato per Parigi con il nostro pianificatore di viaggi

Con chi viaggi?
Adulti
1
Bambini (2-17)
0
Quanti giorni?

Cosa vuoi vedere?

Continua a leggere

Blog

I migliori jazz club e il jazz a Parigi

Rilassati nei migliori jazz club e jazz bar che Parigi ha da offrire. Le Caveau de la Huchette Da qualche parte tra la folla potrebbe esserci il club che devi conoscere: Le Caveau de la Huchette è proprio quello. Se non hai colto il riferimento, questo è letteralmente il jazz club che appare per un breve momento nel film premio Oscar La La Land ed è travolgente proprio come sembra nella pellicola. Essendo la culla del jazz parigino, qui si sono esibiti molti grandi artisti e attira ancora una folla fedele di appassionati. Se sei un amante della storia, questo spazio suggestivo ne è pieno: rivoluzionari come Robespierre e Marat affollavano i suoi tavoli già nel 1780, molto prima che il jazz diventasse una realtà. Oggi, però, è uno dei migliori jazz club di Parigi. Solo non contare sul fatto di trovarci Ryan Gosling ed Emma Stone. Duc de LombardsDuc de Lombards è il posto giusto se vuoi davvero vivere la musica. Uno dei jazz bar e club più famosi di Parigi, questo locale prende vita di notte con leggende come Miles Davis e nuovi talenti sperimentali che passano sotto i suoi riflettori. Appassionati di jazz da tutto il mondo accorrono ai tavoli di Lombards e qui si respira un vero senso di comunità, che tu sia un abitante del posto o un turista in cerca del miglior jazz di Parigi. Di certo non guasta il fatto che la lista dei cocktail e il menu siano eccellenti: segui l'esempio di The Guardian e resta per i cocktail più sperimentali a tarda serata. Le Caveau des Oubliettes Le Baiser Salé Vuoi scoprire nuove voci coraggiose? Questo suggestivo jazz bar parigino sostiene i nuovi talenti della scena musicale e occasionalmente ospita celebrità della musica durante i loro tour mondiali. Se cerchi qualcosa di più autentico rispetto ai bar più patinati della città, questo spazio intimo è l'ideale: non si vede quasi un amplificatore. Negli ultimi vent'anni si è gradualmente affermato, guadagnandosi la reputazione di luogo dove godersi il jazz a Parigi che dà priorità alla musica sopra ogni altra cosa. Tieni d'occhio il programma, non si sa mai quali volti famosi potrebbero passare per un'esibizione a sorpresa. Sunset/SunsideQuesto jazz club parigino tra scat e crooning è attivo dagli anni '80, iniziato come un minuscolo bar seminterrato prima di occupare un intero edificio: un luogo sacro per gli amanti del jazz. Situato in rue des Lombards, una strada costellata di vivaci jazz bar e club, è esattamente come dovrebbe essere un locale jazz: accogliente, pieno di energia e spontaneamente chic. Frequentato da artisti del calibro di Herbie Hancock e Miles Davis, il locale è in realtà diviso in due aree separate (chiamate sunside e sunset) che ospitano esibizioni diverse per massimizzare lo spazio. Secondo noi, il jazz non è mai abbastanza. Esplorare la scena jazz a Parigi Concludendo il nostro viaggio tra i migliori jazz club e bar di Parigi, è chiaro che la cultura jazz della città ha radici profonde ed è molto diversificata. Ogni club che abbiamo esplorato offre un'esperienza unica, fondendo i ritmi dell'anima del jazz con l'eleganza della vita notturna parigina. Dai luoghi storici ricchi di aneddoti ai locali moderni che sfidano i confini musicali, Parigi si conferma un paradiso per gli amanti del jazz. Considerazioni finali sui jazz club pariginiI jazz club di Parigi sono più che semplici locali musicali; sono la testimonianza del duraturo amore della città per il jazz. Che tu sia un fan sfegatato del jazz o un ascoltatore occasionale, questi club offrono una fuga in un mondo di melodie ritmate e ricco patrimonio culturale. 10 fatti interessanti sul jazz a Parigi Il jazz fu introdotto a Parigi dai soldati afroamericani di stanza lì durante la Prima guerra mondiale, segnando l'inizio del lungo amore della città per questo genere ( Paris Insiders Guide). Gli anni '20 a Parigi furono definiti dalla mania del jazz, un periodo spesso indicato come l'"Età del Jazz". In questa epoca Montmartre divenne il fulcro della crescente comunità di musicisti neri ( Montmartre Artists' Studios). Due figure influenti nella diffusione del jazz a Parigi all'inizio degli anni '30 furono Hugues Panassié e Charles Delaunay, che contribuirono significativamente alla popolarità del genere in città ( My Private Paris). Il primo festival jazz internazionale al mondo, il Festival International de Jazz, si tenne a Nizza, in Francia, nel 1948, con la partecipazione di grandi del jazz come Dizzy Gillespie, Coleman Hawkins e Kenny Clarke ( The Good Life France). Negli anni '80, Parigi era diventata un centro nevralgico per il jazz, rendendo necessari nuovi locali per accogliere l'afflusso di artisti ( Sight Seeker's Delight). Il jazz a Parigi ha avuto un'influenza politica, fungendo spesso da mezzo di commento sociale e spazio per la libertà artistica ( Lonely Planet). La città di Parigi è stata un centro europeo per il jazz, attirando giganti della musica come Chet Baker e Bill Coleman, che si sono esibiti nei suoi quartieri acciottolati ( DoTravel). Molti musicisti jazz americani, tra cui nomi famosi come Josephine Baker e Sidney Bechet, si sono stabiliti a Parigi, contribuendo alla vivace scena jazz della città ( Smithsonian Affiliations). Il quartiere di Saint-Germain-des-Prés a Parigi è diventato sinonimo della scena jazz del secondo dopoguerra, con club come Le Tabou che ospitavano sessioni jazz notturne frequentate da esistenzialisti e bohémien ( The New Yorker). Parigi continua a celebrare la sua eredità jazz con numerosi club, festival ed eventi dedicati al genere, assicurando che il jazz rimanga parte integrante del panorama culturale della città ( FixTheMusic).
Megan Hills
Blog

Scopri la storia e l'importanza dell'Arco di Trionfo

Cos'è l'Arco di Trionfo? Chi ha costruito l'Arco di Trionfo? La storia dell'Arco di Trionfo La Tomba del Milite Ignoto Sotto l'imponente Arco di Trionfo si trova uno degli elementi più toccanti: la Tomba del Milite Ignoto. Questo solenne monumento, inaugurato il giorno dell'Armistizio nel 1920, funge da tributo alle innumerevoli anime perse nella Grande Guerra i cui nomi rimangono sconosciuti. Non è solo un ricordo per i caduti di quella guerra, ma un simbolo per tutte le vittime non identificate dei conflitti in tutto il mondo. La tomba è contrassegnata da una fiamma eterna, un perenne promemoria dei sacrifici compiuti. Dal 1920, per profondo rispetto o forse per superstizione, tutti i cortei militari, compresi quelli dei nazisti e degli alleati, hanno scelto consapevolmente di non passare direttamente sotto l'arco. Invece, marciano solennemente intorno ad esso, onorando la sacralità della Tomba del Milite Ignoto. Questa tradizione sottolinea la profonda riverenza e l'importanza che la tomba riveste nel cuore di molti, ergendosi a simbolo duraturo di memoria e rispetto. Scultura e designL'Arco di Trionfo è adornato da una serie di sculture realizzate da alcuni dei più grandi artisti francesi del XIX secolo; ognuna di queste opere rappresenta un tema significativo della storia della nazione. La più famosa è un gruppo scultoreo di François Rude intitolato La partenza dei volontari del 1792, che raffigura un gruppo di volontari di Marsiglia che combattono per la Guardia Nazionale durante la Rivoluzione francese. Sapevi che l'inno nazionale del paese deriva in realtà dalla storia di questi volontari, La Marsigliese? Chi l'avrebbe mai detto... Dove si trova l'Arco di Trionfo? Se stai pensando di visitare l'Arco di Trionfo (e ammettiamolo, chi non vorrebbe?), dirigiti verso Place Charles de Gaulle. Questo luogo, precedentemente noto come Place de l'Étoile, è stato rinominato nel 1970 in onore del rinomato generale e presidente. Troverai questa famosa zona all'estremità occidentale degli Champs-Élysées, un punto in cui convergono dodici strade principali, creando un fulcro unico e vivace nel cuore di Parigi. L'Arco di Trionfo svetta maestoso qui, dominando l'orizzonte e offrendo una vista indimenticabile della città.Ammira i panorami mozzafiato dalla sua cima prendendo l'ascensore o salendo 46 gradini, se la tua resistenza lo permette. Una volta in cima, la vista sullo skyline parigino è una delle più suggestive e, se scegli il momento giusto, potrai goderti tramonti spettacolari. Per gli appassionati di storia, c'è anche un affascinante museo che illustra la storia dell'arco e della sua costruzione per un po' di curiosità. Con The Paris Pass puoi risparmiare 9,50 € sull'ingresso al  Arc de Triomphe e ottenere un ulteriore ingresso gratuito in oltre 60 altre attrazioni e musei di Parigi, per non parlare degli spostamenti in metropolitana, tutto incluso nel prezzo. Per saperne di più, click here... Curiosità sull'Arco di Trionfo D. Chi ha commissionato la costruzione dell'Arco di Trionfo? R. L'Arco di Trionfo fu fatto costruire da Napoleone Bonaparte nel 1805.D. Qual è il significato dei nomi incisi sull'Arco di Trionfo? R. I nomi incisi sull'Arco di Trionfo sono quelli di generali e di guerre combattute dalla Francia; i nomi sottolineati indicano coloro che sono morti in combattimento. D. Quanto è alto l'Arco di Trionfo? R. L'Arco di Trionfo è alto 50 metri. D. Qual è lo scopo della fiamma e della tomba alla base dell'Arco di Trionfo? R. La fiamma è la "Fiamma Eterna", riaccesa ogni sera per commemorare i caduti non identificati di entrambe le guerre mondiali, mentre la tomba è nota come la "Tomba del Milite Ignoto". D. Perché l'Arco di Trionfo è un monumento significativo nella storia francese? R. L'Arco di Trionfo simboleggia il patriottismo francese, servendo da monito delle loro vittorie militari e di coloro che hanno combattuto e sono morti per la Francia. D. Dove si trova esattamente l'Arco di Trionfo? R. L'Arco di Trionfo si trova all'estremità occidentale degli Champs-Élysées, al centro di Place Charles de Gaulle, precedentemente chiamata Place de l'Étoile (Piazza della Stella) a Parigi, in Francia.
Go City Expert
Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città
Blog

Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città

Se voli a Parigi quest'anno, dovrai conoscere le opzioni di viaggio a tua disposizione per arrivare dall'aeroporto alla città! In questa guida analizzeremo i modi migliori per farlo: meglio prendere appunti. Include: Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: treno Pass di viaggio Paris Visite Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: autobus Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: ridesharing Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: taxi Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: trasferimento privato Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: treno Se voli direttamente a Parigi, probabilmente atterrerai all'aeroporto Charles de Gaulle. È l'unico aeroporto pubblico di Parigi e quasi tutti i voli internazionali atterrano lì. Per fortuna, i servizi ferroviari collegano direttamente l'aeroporto al centro città, quindi prendere il treno è sicuramente un'opzione. Si chiama RER B e scopriremo tutto al riguardo qui sotto. Tutti e tre i terminal dispongono di stazioni ferroviarie e troverai abbastanza facile seguire le indicazioni per trovarle. In caso contrario, in tutto l'aeroporto sono disseminati chioschi informativi che possono aiutarti. Tuttavia, se atterri al Terminal 3, dovrai prendere una navetta per 5-6 minuti per raggiungere la stazione più vicina, ma sono gratuite e passano continuamente. I treni partono ogni 10-15 minuti, quindi non dovrai aspettare molto. Non ci vorrà molto nemmeno per arrivare, poiché un treno dal Charles de Gaulle al centro città dovrebbe impiegare circa 25-30 minuti, a seconda della destinazione. E i costi? Ebbene, i biglietti per adulti costano meno di 12 € e i bambini viaggiano con 8 €, il che lo rende un mezzo di trasporto molto conveniente. Vale la pena notare che non è possibile prenotare questi biglietti in anticipo. Invece, ogni stazione dell'aeroporto dispone di distributori automatici che accettano carte di credito e di debito internazionali. Se odi le macchine e preferisci evitare di usare i nostri futuri padroni, in ogni stazione si trovano anche chioschi con personale umano. Sia lodato il tocco umano. Pass di viaggio Paris Visite Naturalmente, se hai intenzione di trascorrere qualche giorno a Parigi e vuoi evitare di comprare un biglietto dopo l'altro, potresti invece acquistare un Paris Visite travel pass . Scegli il numero di giorni in cui vuoi viaggiare e paga una tariffa fissa per corse illimitate su tutti i trasporti pubblici. Con il biglietto per la "Greater Paris Area", puoi usarlo per arrivare dall'aeroporto al centro città. Tuttavia, il biglietto per la Greater Paris Area è più costoso del biglietto "Paris Only", quindi vale la pena valutare i vantaggi economici derivanti dall'uso del pass rispetto ai prezzi dei biglietti della RER B. Ad esempio, un pass Paris Only di cinque giorni costa meno di 44 € per un adulto, ma sale a circa 75 € per la Greater Paris Area (che include l'aeroporto). Descrivere il confronto può essere difficile, quindi la soluzione migliore è check out the price comparison available on the passes website. Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: autobus Se non ti dispiace scegliere l'opzione più lenta e lunga di questa lista, tutti a bordo dell'autobus express! Beh, è solo un autobus, ma puoi comunque canticchiare una canzone per bambini mentre le ruote girano. Il fatto è che l'autobus non è nemmeno l'opzione più economica disponibile. I biglietti costano 15-18 €, quindi è più costoso del treno. Ci vuole anche un'ora per raggiungere Parigi, e questo in una giornata fortunata. Il problema degli autobus è che sono soggetti a ingorghi stradali e Parigi è una città molto trafficata. Tuttavia, se insisti, puoi prendere il Roissy Bus da ogni terminal; sono in servizio dalle 06:00 alle 20:45, partono ogni 15 minuti e puoi acquistare il biglietto dall'autista. Ma onestamente, considerando le altre opzioni in questo elenco, vale la pena trascinare pesanti valigie a bordo solo per affrontare un viaggio più lungo e costoso? Noi pensiamo di no. Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: Rideshare In questa era digitale, i servizi di rideshare come Uber vanno per la maggiore. Non solo puoi prenotare in anticipo, ma conoscerai anche il costo probabile del tuo viaggio, eviterai qualsiasi trucco relativo ai tassametri e potrai seguire il tuo percorso tramite GPS. Quindi, se non ti dispiace spendere un po' di più, puoi ottenere un viaggio diretto dall'aeroporto al tuo hotel o Airbnb. Assicurati di aver installato Uber o G7 (un'app di prenotazione parigina) prima di prenotare. Scaricale a casa o usa il WiFi dell'aeroporto per ottenerle quando atterri. I prezzi dipendono dall'ora del giorno e dall'affluenza, quindi non possiamo darti una stima precisa. Tuttavia, dovrebbe aggirarsi sui 35-40 €. Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: Taxi Se preferisci il classico stile vecchia scuola al progresso moderno, potresti invece prendere un taxi. Troverai i posteggi dei taxi all'uscita di ogni sala arrivi dell'aeroporto Charles de Gaulle: basta seguire le indicazioni. Ci sono alcune cose da tenere a mente durante la prenotazione. In primo luogo, i taxi sono legalmente obbligati a usare il tassametro, ma questo non impedisce ad alcuni tipi loschi di evitarlo e cercare di truffare turisti ignari dei loro soldi duramente guadagnati. Discuti sempre della tariffa o del tassametro con un tassista prima di salire. Se si rifiuta di usarlo, passa al successivo. Potresti persino segnalarlo alla compagnia di taxi se vuoi una piccola rivincita. A seconda della tua destinazione, aspettati che i taxi costino tra 50-60 €. Opzioni di viaggio dall'aeroporto di Parigi alla città: Transfer privato Se cerchi un'esperienza più personalizzata, puoi prenotare un transfer privato che ti verrà a prendere all'aeroporto, trasporterà i tuoi bagagli da e verso l'auto e adatterà l'esperienza alle tue esigenze. Hai voglia di fare due chiacchiere? La maggior parte degli autisti di transfer privati parla correntemente inglese e può darti informazioni sui luoghi locali più famosi o sulle cose da evitare. Hai bisogno di un po' di pace e tranquillità? Faglielo sapere e ti lasceranno in pace. Un'esperienza così personalizzata ti costerà qualche euro in più, ma puoi prenotare il tuo viaggio con mesi di anticipo, così potrai eliminare completamente il costo dal tuo budget per le vacanze! Con servizi come Welcome Pickups, pagherai poco meno di 70 € per il privilegio. Tuttavia, quei 10-20 € in più potrebbero valere la pena per la tua tranquillità. Ora che sai come viaggiare verso Parigi, potresti aver bisogno di ispirazione per il tuo itinerario. Con il Paris Pass, puoi vedere tutte le parti migliori della città a un prezzo unico e vantaggioso!
Dom Bewley
Visita guidata fino al 2° piano della Torre Eiffel
Museo del Louvre

In regalo per te uno sconto del 5%!

Iscriviti alla nostra newsletter e riceverai sconti esclusivi, idee di viaggio e molto altro.

Tour di 1 giorno con Big Bus Hop-On Hop-Off
Le torri della cattedrale di Notre-Dame